Storia

APRILE 1951 - OLMEDO QUINTAVALLI INIZIA L'AVVENTURA

Nel Febbraio del 1949 le fonti storiche e i cimeli rinvenuti tra vecchi e preziosi ricordi originali di famiglia composti di brogliacci, fotografie e di schizzi su carta riferiti a cassonature e a carrozzerie speciali, pongono OLMEDO Quintavalli come fondatore di una piccola carrozzeria della provincia reggiana, iscritta solo successivamente alla Camera di Commercio di Reggio Emilia, precisamente il 15 Aprile del 1951, dando così vita ufficialmente ad una realtà imprenditoriale operante nell ambito automobilistico. La martelleria, chiamata inizialmente "AUTOCARROZZERIA GRUPPO ARTIGIANI" e solo qualche anno dopo "ARTIGIANI RIUNITI CARROZZAI", si insediò dopo un breve periodo di attivita' nella centralissima Via Rivasi di Cavriago (RE), adiacente all'abitazione dei coniugi Olmedo Quintavalli e della consorte Ida Bonacini, genitori di Giuseppe e Livi Quintavalli (attuali Presidente e Impiegata onoraria in Olmedo S.p.A.).

Già a quell'epoca i valori di personalizzazione, cura del cliente e totale dedizione al lavoro caratterizzavano il rapporto con i Clienti; le testimonianze di un carattere forte, determinato, autorevole ma sempre sorridente e disponibile, confermano la grande umiltà ed attaccamento alle persone da parte di Olmedo. Chi ha avuto l'onore di conoscere in vita "IL PRESIDENTE" (appellativo di Olmedo) ed i collaboratori fin da subito al fianco del fondatore, parlano di uno staff con competenze professionali altissime ed un attaccamento all'azienda ed ai valori di unione fuori dal comune; di qui facile intuire come buona parte delle carrozzerie Reggiane nate dagli anni ottanta ad oggi abbiano avuto come ceppo comune d'origine e sede di insegnamento nonchè fucina di istruzione professionale, la carrozzeria del "nonno". Questo è un valore insetimabile ed una testimonianza vivente alla vista di tutti che onora la famiglia e che rende giustizia a tanti anni di insegnamenti professionali e di vita che Olmedo riservò fino al giorno della Sua morte, avvenuta nel 1976.

La grande capacità realizzativa, tipica di persone che della manualità e dell'inventiva fecero la loro mission di vita, consentiva di concretizzare con trasformazioni uniche le esigenze sempre diversissime di clienti attenti alla qualità e, soprattutto, alla praticità dei propri veicoli adottati per specifici usi; bello quindi vedere, dalla collezione privata di famiglia oggi conservata in parte nella sede di Ghiardo ed in parte in altri immobili in uso all'attività, di come un 1100E trasformato da vettura ad autocarro nel 1951 avesse le sponde laterali apribili parzialmente a 60/90 per agevolare il contenimento dei vitelli durante il trasporto dalle aziende agricole (specifica richiesta del Cliente "Gadani" di Cavriago) o di come un 1100EL passo lungo 6 posti del 1952, avesse installato un cambio con marce ridotte derivate da un carro funebre per agevolarne la guida nelle salite delle colline di Quattro Castella (anch'esso visibile tra i veicoli di proprietà della famiglia). Testimonianze uniche, esemplari funzionanti di inestimabile valore morale e tecnico che esprimono in maniera inequivovabile, il grande spirito di personalizzazione rivolto ai Clienti, ancor oggi visibile nei reparti produttivi di olmedo, poichè tramandato negli anni dai fondatori.

Nell'azienda di quei giorni i contesti come il batti lamiera, il tappezziere, il falegname lavoravano congiuntamente operando per garantire un prodotto finito rispondente alle richieste dell'utilizzatore ed a criteri di robustezza ed affidabilità ormai dimenticati; un risultato finale sublime, frutto del lavoro di squadra di tanti singoli maestri artigiani.

Questi valori, tramandati nelle generazioni, sono ancora oggi il vero punto di forza della OLMEDO SPECIAL VEHICLES. I contesti odierni sono totalmente differenti rispetto a mezzo secolo fa così come le esigenze degli utilizzatori, ma il processo basilare di risposta alle richieste rimane assolutamente identico. Anche oggi, infatti, in OLMEDO sono presenti settori produttivi diversi che, coordinati in maniera attenta e da processi certificati e monitorati, operano congiuntamente per offrire un prodotto finale esclusivo, quanto a qualità, estetica e praticità.

L'idea di adottare un sistema operativo aziendale identico a quello di oltre 60 anni fa adattandolo alle risorse di oggi, risulta essere il vero valore della OLMEDO ed un elemento di unicità che ha distinto l'azienda in questi anni di crescita; moralmente si esprime come il miglior grazie a chi, fin da subito, ha posto anzi a tutto il valore umano a quello economico.

GENNAIO 1958: GLI ARTIGIANI CARROZZAI ATTREZZANO CON PLASTI-GALL IL PRIMO CASSONE IN PLASTICA

Gia nel lontano 1958 la ricerca di materiali innovativi volti alla leggerezza ed alla rigidità strutturale, facevano della scietà Artigiani Riuniti Carrozzai e delle poche aziende del territorio il valore aggiunto in un'epoca in cui l'essenziale risultava prioritario a fattori estetici e di leggerezza (oggi considerati cogenti).

A inizio del 1958, su commissione di un importante Cliente della società, l'azienda strutturò il primo furgone su base OM Tigrotto (seguirono poi realizzazioni su OM Leoncino) attrezzato con struttura a travetto saldato capace di assecndare con leggerezza il rivestimento in plastica a tetto portante prodotto dalla vicina Plasti-Gall di Reggio Emilia.

Tecnologie e maestrie realizzative davvero innovative per l'epoca, che celavano già in maniera inequivocabile quella ricerca incondizionata di innovazione ed estetica, divenuti poi elementi base in tutte le realizzazioni degli anni a venire fino ai giorni nostri.

Dall'archivio storico, alcune immagini di repertorio ritraenti le realizzazioni "in lavorazione" e "finite".

OTTOBRE 1964: GLI ARTIGIANI RIUNITI CARROZZAI E LA CAMPANA DEI CADUTI - UN TRASPORTO PER L'UMANITA'

Nel Febbraio del 1964, la ditta Fagioli di Reggio Emilia, oggi colosso mondiale per trasporti eccezzionali su gomma, ferrovia e navali, formalizzò alla carrozzeria gruppo artigiani (oggi Aricar) la richiesta per attrezzare il semirimorchio dedicato a quello che poi diverrà uno dei primi veri trasporti eccezzionali dell'epoca su gomma: quello per il trasferimento della Campana dei Caduti dalla sede della fonderia Capanni di Castelnuovo Monti (RE), al Colle di Miravalle, a Rovereto. Si trattò di una lavorazione specifica di attrezzamento di un rimorchio Bartoletti con struttura centrale a "col d'oca"per permettere il trasferimento con baricentro abbassato e garantire il passaggio della campana sotto i viadotti, seppur all'epoca pochi e presenti solo a ridosso di alcuni crocevia primari.

Il trasporto avvenne la mattina del 25 Ottobre 1964, con una scorta a supporto del vettore OM opportunamente zavorrato per garantire l'adeguata trazione del rimorchio, che sancì la perfetta riuscita del trasferimento; da Novembre 1965 la campana rintocca giornalmente a ricordo di tutti i caduti delle guerre.

SOTTO UN BREVE CENNO STORICO SULLA CAMPANA, UNICA AL MONDO PER CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE E PATRIMONIO DELLA COMUNITA'.

A Rovereto la campana della pace in memoria dei caduti di tutte le guerre

Fusa con il bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti alla Prima guerra mondiale, è la campana più grande del mondo che suoni a distesa. Ogni sera al tramonto i suoi cento rintocchi sono un monito di pace universale.

Nata da un’idea di don Antonio Rossaro, la Campana dei Caduti di Rovereto venne fusa a Trento nel 1924 con il bronzo dei cannoni delle nazioni partecipanti alla Prima guerra mondiale. Battezzata con il nome di Maria Dolens, fu collocata sul torrione Malipiero del Castello di Rovereto. La Campana, rifusa a Verona nel 1939 tornò a Rovereto esattamente un anno dopo. Nel 1960, in seguito ad una grave e irreparabile incrinatura, Maria Dolens venne rifusa presso le fonderie Capanni a Castelnovo Né Monti (Reggio Emilia). L’attuale bronzo benedetto da Papa Paolo VI, venne collocato sul colle di Miravalle il 4 novembre 1965, da dove domina tuttora la città di Rovereto.

Dalla sua posizione sul Colle di Miravalle tutte le sere batte i suoi rintocchi in memoria dei caduti.

Tecnicamente si può classificare come campana "a battaglio cadente". Le sue dimensioni sono notevoli: il suo peso equivale a 22,639 t, il ceppo a 10,3 t e il battaglio a 0,6 t. La sua altezza è di 3,36 m e il diametro di 3,21 m. La nota musicale è Si1. È la quarta campana al mondo per peso tra quelle che suonano a distesa (1ª Gotemba Park in Giappone di 36 t, 2ª Millenium Bell di Newport negli Stati Uniti di 33 t, 3ª la Petersglocke del duomo di Colonia in Germania di 24 t).

Il 18 gennaio 1968, con decreto presidenziale, è stata istituita la "Fondazione Opera Campana dei Caduti", ente morale con la finalità di coadiuvare l'educazione delle nuove generazioni locali alla pace e al rispetto dei diritti umani. La Fondazione ha promosso nel corso degli anni varie iniziative.

Ogni anno, verso Maggio, si svolge a Miravalle il "Congresso dei Ragazzi alla Campana". A questa manifestazione partecipano i ragazzi delle scuole medie ed elementari del Trentino che contribuiscono con loro lavori dedicati ai temi della pace e della fratellanza.

 

SETTEMBRE 1969: LA SOCIETA' INTRODUCE IL PRIMO VEICOLO SANITARIO OFF ROAD DEL MERCATO

Lo spirito OFF ROAD dei giorni nostri deriva da quella innata voglia di allestire veicoli con taglio professionale che risale, per i mezzi fuoristrada, nel lontano 1969. La prima vettura a trazione integrale trasformata con dotazioni di primo soccorso, impiantisica ossigeno e sistema di ventilazione polmonare, abbinata ad una locazione per barella portantina richiudibile, risale a fine anni sesanta e fu costruita su commissione del Soccorso Alpino nazionale.

ALCUNI CENNI STORICI SUL MODELLO TRASFORMATO

Si trattava di una Fiat AR59, denominata ufficialmente 1101B.200, dotata di un inedito impianto elettrico immergibile provvisto di filtri antidisturbo, spinterogeno, dinamo, e regolatore di carica stagno; successivamente questi fuoristrada voluti dal Ministero dei Trasporti per esclusivo uso militare verranno dotate anche di uno speciale set di fanaleria stagno prodotto dalla Carello, con cui verranno aggiornate anche le versioni precedenti ancora in servizio. Come la precedente AR51B manteneva l'impianto elettrico a 24 Volt con due batterie in serie sotto il sedile passeggero.

Nel 1961 entrò in produzione un modello realizzato specificamente per il Corpo delle Guardie di P.S.  denominato AR55PS, un ibrido tra una Campagnola civile e una AR59 militare. L'allestimento di serie comprendeva alcune soluzioni particolari, quali le gomme speciali “Sicurezza” a spalla rigida, cerchioni antistallonamento che permettevano di poter viaggiare anche con le gomme forate e sirena a soffio tipo “Marelli” o La sonora.

Le AR55PS furono protagoniste nei difficili anni delle contestazioni politiche che insaguinarono le città italiani sul finire degli anni '60 con i Reparti Celeri, in Sardegna, per contrastare il fenomeno del banditismo ad opera dei celebri Baschi Blu, ma furono presenti anche durante le operazioni di soccorso alle popolazioni colpite dall'alluvione di Firenze nel '66, nella catastrofe della diga del Vajont, nell'Irpinia dopo i devastanti terremoti.

Nel 1969 si ebbe l'ultima evoluzione della Campagnola, con la nuova Diesel C (1102C), dotata di un inedito motore tipo 237.007 derivato da quello montato sul furgone 241TN; altre migliorie riguardavano la nuova mascherina fari senza foro per la manovella. Tali modifiche furono applicate contestualmente anche alla versione militare ed alla Campagnola benzina; fu inoltre adottato un efficiente alternatore sempre a 24V al posto della dinamo.

La catena di montaggio chiuderà definitivamente nell'agosto del 1973, dopo oltre 22 anni di produzione ininterrotta e un totale di oltre 33.000 vetture prodotte a benzina (civile e militare) e circa 8.500 diesel.

Durante la sua lunga vita è stata adattata e costruita in numerose versioni specializzate, soprattutto per servizi civili e militari (spazzaneve, con luci fotoelettriche, chiamata anche "faronata", carro attrezzi, ambulanza, Vigili del Fuoco), che in alcuni casi prevedevano la variazione dell'interasse e/o lo sbalzo posteriore. Alcuni carrozzieri dell'epoca (es. Savio e Boneschi) utilizzarono il telaio della Campagnola per allestire proprie versioni (tra queste la più nota è la versione hard top allungata della Savio di Torino; da segnalare anche quella realizzata per la Rai), prodotte anche in discrete quantità. Sono note anche gli allestimenti della ditta Isoli di Fontaniva (PD) in versione carro attrezzi, molto apprezzate all'epoca e tuttora utilizzate.

Questo primo e importante veicolo trasformato in mabito fuoristrada, rappresentò il primo vero allestimento per sanità degli Artigiani Riuniti Carrozzai, dimostrando concretamente il taglio universale e la natura variegata della società nella costante ricerca di spaziare il proprio business non più solo nella carrozzeria e nella telaistica pesante.

 

AGOSTO 1973: IL PRIMO CATALOGO FOTOGRAFICO DELLA SOCIETA.

Rimanere a bocca aperta oggi, a distanza di oltre 45 anni da quella prima pubblicazione stampata su carta patinata a colori: questo l’effetto del primo catalogo redatto nel lontano 1973 dagli Artigiani Riuniti Carrozzai che tanto ha di innovativo e stilisticamente ricercato. Qualcosa che già all’epoca anticipando i tempi, dimostrava un taglio ed un approccio al pubblico completamente diverso dalle realtà dell’epoca e, soprattutto, dalle carrozzerie operanti in ambiti ben distanti dallo stile ma dedicate alla praticità pura.

Questo folder, rimasto negli archivi aziendali e custodito come una icona senza tempo tra i preziosi cimeli della società, raffigura con poche foto essenziali le attività dell’azienda dell’epoca, arricchite da pochi tratti testuali essenziali e diretti rivolti ad un pubblico molto semplice e concreto. Quello che impressiona e che ancor oggi meraviglia, la copertina: un connubio di stile naif unito alla grafica disegnata che univa la volontà di trasmettere , con un taglio nuovo ed anticonformista, un messaggio importante già internazionale: qui si trasforma tutto per tutti.

Da quella data l’evoluzione aziendale anche in ambito comunicativo ha fatto passi da giganti, ma le linee guida famigliari da sempre poste a patrimonio dei Clienti, sono rimaste assolutamente identiche.

 

1983: I PRIMI MEZZI CON PEDANA PER DISABILI CHE DANNO IL VIA ALL'ERA DELLA MOBILITA' GRAZIE A MB250

La particolare attenzione alle persone affette da disabilità ed agli anziani, sempre più assistiti nei trasporti grazie anche all’avvento dei servizi sociali gestiti dagli ospedali, portarono la società a specializzare una divisione nei primi anni ottanta dedicata ai mezzi speciali, creando quella che ancor oggi risulta un prodotto utilizzato seppur dopo notevoli evoluzioni tecniche: la pedana idraulica MB250 a montaggio laterale e posteriore.

Sviluppata completamente all’interno dell’azienda e dopo una progettazione durata 1 anno, MB250 divenne la soluzione più indicata per realizzazioni su piccoli mezzi e di medie dimensioni, accordando il dimensionamento compatto alla razionalità degli ingombri interni; in un epoca in cui ancora nessun costruttore di pedane vendeva sistemi di risalita per disabili, MB250 si presentò come la prima pedana in Italia per disabilità prodotta da una azienda italiana, presagendo a quel grande boom di richieste degli anni novanta che lanciò colossi mondiali come Ricon, Braun e Ratcliff.

Ancor oggi alcune realizzazioni vecchie di oltre 30 anni, circolano con il sistema MB250, segno di qualità, affidabilità essenzialià che rimangono elementi di riferimento per i costruttori di pedane mondiali.

Le trasformazioni per trasporto collettivo, immediatamente dopo, spaziarono negli allestimenti di mezzi come Fiat Ducato con installazione di sellerie singole sui lati del mezzo, facendo posto allo stivaggio delle carrozzelle centralmente con concept molto simili agli attuali ma con tecnologie di 40 anni fa.

 

MAGGIO 1984: ARICAR PARTECIPA ALLA PRIMA FIERA DI SETTORE DEL VEICOLO SPECIALE

Mezzi per disabili ed ambulanze esposte alla prima fiera di settore dell’epoca, in cui Artigiani Riuniti Carrozzai parteciparono esponendo sia mezzi per la sanità che per servizi sociali attrezzati con pedana; realizzazioni essenziali in aree espositive essenziali che tanto però lasciavano già intravedere la grande necessità di trasmettere al mercato il grande lavoro realizzato in azienda.

Oggi, mantenendo inalterato questo spirito di comunicazione globale, l’azienda si avvale di azioni marketing mirate, sviluppate per trasmettere, oggi come allora, quel grande bagaglio di conoscenza impresso alle realizzazioni figlie della tradizione, in una cornice degna del nome e della storia della nostra realtà.

 

DICEMBRE 1985: INAUGURA IL NUOVO STABILIMENTO IN VIA C.A.DALLA CHIESA. ECCO ARICAR!

Dopo oltre 30 anni di attività nella storica sede di Via Rivasi, nel Dicembre 1980 la società deliberò l’investimento del nuovo fabbricato industriale di Via C.A. Dalla Chiesa, ancor oggi, dopo 7 successivi ampliamenti, sede dell’Ambulance Division Olmedo (Aricar).

Si trattò di una importante pietra miliare della società, che sancì formalmente l’avvio della produzione artigiana su scala aumentata con forte taglio alla produzione in serie; le ali del capannone, inizialmente 3, erano infatti già predisposte per isole di lavoro con adiacente l’area verniciatura per mezzi di grandi dimensioni fino ai 12 metri (Autobus e mezzi articolati).

Nel Dicembre 1985, con una solenne inaugurazione, l’allora socio e compianto Nino Partisotti insieme al figlio Iuri, tagliò il nastro alla presenza del sindaco e del comandante dei Carabinieri del paese. La presenza dei dipendenti, di famigliari e parenti, fornitori e amici, rappresenta in uno spirito del tutto simile all’odierno, l'intento dell'azienda di condividere i successi con convivialità; impressionante la similitudine con gli open day dei giorni nostri in cui, con rifresco in azienda, si ospitano dipendeti, partner, famigliari e amici tramandando una tradizione di quei tempi.

Come anticipato, dopo l’inaugurazione dello stabilimento intressante un’area uffici di 35mq ed una superficie produttiva di 2.000mq, negli anni successivi lo spirito di attaccamento alla società ed il costante processo di investimento in azienda da parte degli allora soci Quintavalli, Partisotti, Bonibaldoni, Pontiroli, Bronzoni, portò all’ampliamento della struttura produttiva e dell’area uffici nonché delle aree cortilive per quello che oggi rappresenta ancora uno degli stabilimenti  più efficenti d’Italia nell'ambito delle trasformazioni su gomma.

Lo sviluppo “modulare” della struttura, infatti, ha subito negli anni innumerevoli adeguamenti nelle aree, assecondando le tante varianti produttive e le tecnologie che hanno caratterizzato nel tempo le varianti ai processi produttivi. Aree di carpenteria ormai ricondotte ad aree magazzino, reparto di verniciatura convertito in stock di dotazioni medicali, l’area carpetenteria pesante in area service, reparto tappezzeria in area cablaggi ed impiantistica; una evoluzione al passo coi tempi che ha saputo convertire mentalità, operatività e struttura senza incorrere nel disastro dei cambiamenti del mercato che hanno devstato tante aziende non capaci di adattarsi, prima ancora che nelle mura, nella mentalità dei titolari.

La struttura oggi conta una suprficie coperta di oltre 7000mq su di un area di oltre 20000mq, abbinata ad un immobile adiacente a quello principale, in fase di conversione a show room per i mezzi finiti.

 

1986: LE AMBULANZE ARICAR TRA ALLUMINIO, ACCIAIO E SKY: GIOIELLI ARTIGIANI PER IL MONDO SANITARIO

La massima espressione delle capacità realizzative Aricar, fu rappresentata negli anni di introduzione delle ambulanze sul mercato nazionale, prodotte in singoli esemplari (no produzione di serie), grazie all’artigianalità di carrozzieri, decoratori, tappezzieri ed elettricisti, abbandonamndo quasi completamente l’era della carrozzeria pesante.

Ogni singola ambulanza prodotta, infatti, comprendeva operazioni produttive in fasi, tutte accumunate dal coordinamento di un capo turno che gestiva, insieme ad un team mediamente composto di 3 persone, le lavorazione prima di iniziare il processo successivo gestito dall’altro team; importante segnalare come, in ogni team di lavoro, operava sempre  un ragazzino apprendista che, a rotazione, imparava ogni singola fase alternando settimane in supporto ai vari team.

Iniziando dalla lastratura, comprendente i tagli strutturali e l’applicazione mediante saldatura delle parti metalliche preparate in azienda, per passare all’area di cablaggi elettrici caratterizzata dalla stesura di impianti preparati a banco secondo lo schema di “distensione complanare” su di un tavolo opportunamente attrezzato.

Lo step successivo racchiudeva la maestria artigiana dei tappezzieri che, preventivamente all’applicazione dei componenti di interni, applicava a caldo le tappezzerie nautiche a rivestimento delle lamierature del vano passeggeri e del tetto cabina. Terminate queste fasi, il mezzo veniva spostato nelle aree produttive dove gli allestitori, iniziavano il lungo lavoro di completamento con il montaggio delle parti facenti parte l’area sanitarie; nel contempo, gli elettricisti ultimavano connessioni di potenza e di servizio prima della fase finale di decorazione grafica e test pre-consegna.

Processi completi della durata di almeno 400 ore, sempre gestiti con un criterio di qualità e controllo senza possibilità, data la diversità dei modelli, di creare linee di montaggio; solo qualche anno dopo, con l’arrivo dell’ABS e del concept modulare degli interni, si parlerà di linea di montaggio, abbattendo di oltre un 50% i tempi di produzione. I modelli prodotti all’epoca, dei quali alcuni ancora circolanti, racchiudono la maestria artigana figlia della storia, cioè da quel lontano 1951 in cui i soci fondatori tramandarono negli anni la manualità tipica delle carrozzerie emiliane, adeguando le richieste dell’ambito medicale in applicazioni fatte di materiali nobili come acciaio, alluminio e ottone.

Anche per questa ragione, le lavorazioni dell’epoca prevedevano semilavorati prodotti internamente in un area di carpenteria (ormai dismessa) e di verniciatura (oggi di molto ridimensionata), quasi grande come le linee odierne di lavorazione.

 

LUGLIO 1988: ARICAR ATTREZZA PER L'ASSISTENZA PUBBLICA DI PARMA LA PRIMA AUTOMEDICA DELLA STORIA

Quella che comunemente oggi assume la denominazione di "automedica" o "automedicalizzata", nasce come risultato tecnico di una realizzazione prodotta dall'Aricar nell'estate del 1988, esaudendo una precisa richiesta dell' Assistenza Pubblica di Parma, storico Cliente e partner della scoietà dall'anno della fondazione.

L'automedica (chiamata anche in alcune realtà VLV, veicolo leggero veloce) è un mezzo di soccorso sanitario utilizzato solitamente per trasportare sul luogo dell'evento un'équipe sanitaria (medico ed infermiere) con competenze avanzate e la relativa attrezzatura medica.

Il veicolo di base è solitamente un SUV, una familiare o una monovolume: le dimensioni ridotte rispetto a quelle di un'autoambulanza e la maggiore agilità permettono all'equipaggio una grande rapidità di intervento; l'utilizzo di un'automedica permette inoltre, quando possibile, di rendere gli spostamenti dell'equipaggio indipendenti da quelli del paziente, che avvengono invece tramite ambulanza.

Sulla base di una Fiat Tempra weekend 1.6 benzina ancora oggi conservata e custodita dopo anni di glorioso servizio nel museo storico della Pubblica di Parma, Aricar ricavò un vettore multi attrezzato per emergenza in loco, dando il via a livello mondiale al servizio di "automedica" di lì in avanti adottato dalle maggiori delegazioni, associazioni, croci Rosse nazionali. Si tratto di un allestimento con sistema ad estrazione mediante carrello in acciaio per il facilitare il reperimento degli zaini di soccorso e del ventilatore polmonare e dotato di cassettiera di acciaio inox per le dotazioni medicali, sistema di abbattimento dei sedili per estrazione della barella cucchiaio dal lato porta, sistemi luminosi con barra a tetto integrante i sistemi acustici con tritonalità americana (oggi vietati).

"Papa 30", così come denominata nei codici della flotta della Pubblica di Parma, avviò l'era dei vettori leggeri oggi considerati, nei comuni servizi di emergenza, indispensabili per minimizzare i tempi di intervento in attesa del vettore paramedico di rianimazione (ambulanza).

Aricar, ancora una voltà, sancì in maniera pionieristica l'introduzione nel mondo dell'emergenza e della carrozzeria leggera, una nuova tendenza divenuta poi un must di riferimento del settore.

 

DALL'ARCHIVIO STORICO DELL'ASSISTENZA PUBBLICA DI PARMA.

La storia del soccorso è cambiata radicalmente in tutta Italia grazie alla Pubblica Assistenza di Parma e a pionieri sognatori come il dottor Paolo Zuccoli, primario del reparto di Anestesia e Rianimazione presso l’Azienda ospedaliera di Parma, e Luigi Jannacone, caposala presso lo stesso reparto.
Trent’anni fa l’obiettivo del soccorso era arrivare presto sul luogo di un evento traumatico o di una grave patologia; la modalità del soccorso era riassunta in uno slogan: “Take and go” (Prendi e vai), arrivare, caricare e portare presto in ospedale.
Chi aveva bisogno chiamava il numero della Pubblica o della Croce rossa. Le competenze del soccorritore erano minime: saper caricare, medicare una ferita, somministrare ossigeno e volare a sirene spiegate al Pronto soccorso.
Zuccoli e Jannacone, entrambi Consiglieri della Pubblica all’epoca, continuavano a vedere pazienti critici arrivare e morire, nonostante le cure eccellenti che si prodigavano a somministrare in ospedale. Bastano, infatti, pochi minuti senza ossigeno al cervello per creare danni irreversibili, dalla morte al coma vegetativo, e così proposero al Consiglio della Pubblica di istituire un’automedica, a bordo della quale potessero viaggiare un medico specialista in Rianimazione e un’attrezzatura da ospedale, per poter effettuare un cambiamento radicale nella filosofia del soccorso e istituire una nuova modalità “stay and play” (rimani e agisci). Per la prima volta, anziché portare il paziente in ospedale, si tentava di portare l’ospedale al paziente.
Questa rivoluzione comportò notevoli costi a carico della Pubblica, dal compenso ai medici all’acquisto di mezzi e materiali, all’addestramento dei volontari perché acquisissero nuove competenze. Fu un periodo di grande eccitazione, dove bisognava combattere anche all’interno della Pubblica contro mentalità tradizionaliste che avevano sempre creduto che il soccorso non dovesse cambiare.
Per alcuni anni il servizio fu deriso, chiamando l’automedica “la giostra” e i medici che vi lavoravano per stabilizzare le condizioni critiche dei pazienti, dei “perditempo”.
Ulteriori difficoltà c’erano anche nello spiegare ai parenti delle vittime e al personale del Pronto soccorso quello che si stava realizzando.
Anche la letteratura sul soccorso extraospedaliero era quasi assente e quindi reperire medici ed addestrarli non era semplice.
Come tutte le rivoluzioni, gli effetti si vedono a distanza: oggi la possibilità di essere ben soccorsi è un diritto, il numero unico del 118 è una realtà e il nostro modello è copiato in tutta Italia.
I medici si preparano ora in maniera adeguata, sta addirittura nascendo una nuova specialità universitaria, e i volontari vengono addestrati con lunghi corsi dalla Commissione didattica dell’Assistenza Pubblica, costituita per lo più da volontari, che operano in modo eccellente istruendo talvolta anche studenti di medicina.
È con grande orgoglio e senso di appartenenza che guardo a questo grande traguardo, avendo partecipato personalmente alla sua realizzazione e avendo vissuto l’esperienza, prima come medico operatore, poi come Consigliere e infine come Direttore sanitario.
La nostra associazione spende annualmente circa 30mila euro per erogare questo servizio e, nonostante la crisi economica, lo continua a svolgere e lo farà finché lo spirito di solidarietà continuerà ad aleggiare sopra la torre della Pubblica.
La “Papa 30” (il nome dell’automedica utilizzato per le conversazioni via radio) ha compiuto 30 anni e mi sembra quindi un’ottima occasione per ringraziare coloro che hanno partecipato alla realizzazione di questo grande sogno che è diventato realtà. Tutti quanti, anche chi ha fatto solo un turno, o chi è stato attento alle scadenze dei medicinali, chi ha lavato un’ambulanza dopo un soccorso o risposto ad una telefonata al centralino o fatto semplicemente una donazione anche piccola, come può essere la tessera di socio dell’Assistenza Pubblica. Vorrei ringraziare tutto il corpo militi volontari, i dipendenti, i medici, il Consiglio attuale e quelli precedenti che hanno contribuito al nostro successo, nonché l’Amministrazione Comunale e l’Ausl che provvedono ad un rimborso parziale del servizio.

Dott. Rami Haidar

 

 

MARZO 1989: ARICAR INTRODUCE LA PRIMA LINEA COMPLETA DI AMBULANZE OFF ROAD DEL MERCATO

Ancor prima di qualsiasi interessamento nell’ambito off road dei giorni nostri, Aricar anticipava i tempi presentando, nel lontano 1989, la prima linea di allestimenti medicali derivati da veicoli off road. Una serie di trasformazioni specifiche, opportunamente sviluppate e progettate per usi gravosi, per i mezzi che ancor oggi rappresentano icone intramontabili nell’ambito del fuoristrada professionale.

Immagini di repertorio tratte dai nostri archivi storici, utilizzate per la redazione di schede prodotto facenti parte le brochure dell’epoca, ancora molto attuali in quanto descriventi con dati dettagliati e precisi le trasformazioni effettuate dall’azienda. Le richieste dell’epoca, molto attente a soluzioni innovative, spaziava anche su mercati africani dove spesso donazioni di facoltose aziende eruopee prevedevano allestimento e spedizione dei mezzi finiti, spesso affidate a realtà con alto livello di know how nell'ambito della carrozzeria, della verniciatura e della tappezzeria.

A distanza di quasi 50 anni, l’azienda non ha smesso di impiegare praticamente quel know how acquisito in una lunga storia, propria delle trasformazioni off road dell’epoca, oggi con un taglio professionale non solo sanitario, ma evoluto in una divisione che sempre più sta evolvendosi nel mondo dell’end user: z.mode.

Siamo fieri di raccontare la storia dell’off road sanitario iniziata quasi 50 anni fa, con la presunzione di derivare tale esperienza in quelle che oggi, anche grazie ad importanti sinergie con case costruttrici come Jeep, Land Rover e Suzuky, sono diventate soluzioni per tutti a livello world wide.

 

GENNAIO 1996: ARICAR PRESENTA LA PRIMA AMBULANZA DELLA STORIA CON INTERNI IN ABS E LOOK "SAFETY"

La storia delle ambulanze in Europa subì una svolta dirompente nel 1996, quando cioè Aricar introdusse per la prima volta sul mercato dell’emergenza su gomma, la tecnologia degli interni modulari in ABS.

Questo nuovo criterio di produzione innovativo e completamente nuovo, sancì l’inizio di una nuova era nella produzione di ambulanze di soccorso per veicoli leggeri con carrozzeria autoportante e nel concept dell’emergenza, spostando il livello delle produzioni a limiti inimmaginabili per l’epoca; basti pensare che gli interni modulari di Safety (nome deciso per individuare questo nuovo concept di trasformazione inizialmente dedicato a Fiat Ducato, poi a Mercedes Sprinter, Mercedes Vito, Volkswagen T4 e Renault Master), sono stati adottati con grande favore del mercato fino al 2016.

Vent’anni ininterrotti di produzione di componenti in ABS iniettato, con criterio componibile degli interni; abbandonato il concetto di artigianalità nella produzione dei singoli modelli, lasciando i rivestimeti in sky nautico, acciaio e resina alla preistoria, per arrivare ai rivestimenti completi di fianchi e tetto con materiali più leggeri, flessibili, igienizzabili e sicuri in caso di crash. Nasceva il concetto della “flessibilità” dei rivestimenti e dell’assenza di sporgenze tipiche del mobilito in acciaio.

Nasceva il concetto automotive delle ambulanze di soccorso, producibili con un livello di replicabilità tipico delle linee produttive, abbinate ad un livello di personalizzazione imputabile alle componentistiche di fiancata sinistra e destra; maggiore capacità produttiva, qualità superiore, sicurezza, design, facilità manutentiva: ecco il futuro del mondo medicale, introdotto in Europa da Aricar.

Una ulteriore svolta nella nuova linea di ambulanze Safety, fu introdotto con l’inserimento delle impiantistiche di bordo con tecnologia PLC, che abbandonava definitivamente la tecnologia  a relais degli anni passati; maggiore affidabilità, logica programmabile dei servizi, pannelli con tasti affogati bistabili e display di lettura servizi a cristalli liquidi.

Immediatamente subito dopo all’introduzione di safety, l’azienda dedicò importanti investimenti sul concetto di produzione in serie con a distinta base, magazzino centralizzato caratterizzato da codifica a codice a barre e con l’introduzione della linea produttiva in stazioni di montaggio e non più ad isole di lavoro; l’artigianalità lasciava il passo alla produzione con concetto automotive, triplicando la capacità produttiva con risorse sempre più specializzate.

Un'altra nota di assoluta novità, l’introduzione all’epoca della linea Safety dei sistemi luminosi esterni con design a "goccia", che, insieme ai nuovi concetti di trasformazione degli interni, portò a distinguere le ambulanze Aricar sulla scena nazionale come il punto di riferimento del mercato.

Le ambulanze più copiate degli ultimi 40 anni poichè le più esclusive e frutto di evoluzioni antiche con un taglio estetico tipico delle zone della nostra terra, così vicine alla Motor Valley. Con quel salto di qualità, l’azienda fu battezzata da quei giorni, "La Ferrari delle ambulanze", soprannome ancor riconosiuto con rispetto all'attuale Ambulance Division Olmedo dalle più importanti carrozzerie europee di settore.

 

LUGLIO 1997: ARRIVA BIO SAFE: IL PRIMO STERILIZZATORE D'ARIA PER AMBULANZA DELLA STORIA

L'anno 1997 caratterizza uno dei più importanti step evolutivi di Aricar, nel pieno blasone della linea Safety e del nuovo concept modulare in ABS delle ambulanze, con l'introduzione di una nuova rivoluzione prima in assoluto nel mercato Europeo: il sistema di bio- igienizzazione dell'aria del vano sanitario.

Sviluppato insieme all'università di Reggio Emilia e grazie all'apporto di collaborazioni importanti in ambito medicale, il sistema denominato BIO-SAFE, applicabile al veicolo anche in after sales, garantiva un abbattimento della carica batterica di oltre un 95% nel vano sanitario dopo un servizio di emergenza, aumentando in maniera drastica la sicurezza attiva dei trasportati e degli operatori di soccorso, con un ciclo di purificazione di pochi minuti.

Bio-Safe è ancor oggi un concept di massima attualità, adegiuato alle tecnologie dei giorni nostri ed integrato al sistema di ventilazione delle Ambulanze Olmedo.

 

FEBBRAIO 2003 - TRA LE MURA DI CASA LUCA CREA IL LOGO CHE TANTO FARA' PARLARE DI SE'

Nel Febbraio 2003, prima ancora che il progetto aziendale olmedo fosse neppure abbozzato sulla carta, quasi casualmente il logo olmedo prende forma, destando poi negli anni a venire tanta ammirazione per semplicità, significato intrinseco, bellezza dello style. La storia narrata da Luca, conferma che nell'ormai definitiva decisione di iniziare una nuova attività insieme al padre lasciandosi il passato alle spalle, (in quello che sarebbe divenuto di lì a poco un progetto ambizioso ma ancora con basi precarie se non attribuibili alla determinazione dei 2 fondatori Giuseppe e Luca), non si avesse ancora deciso e neppure pensato alle 2 componenti chiave per l'avvio di ogni società: il nome ed il logo. La scelta del nome della società decisa di lì a poco fu "semplicemente" un'attribuzione di rispetto, riconoscenza ed affetto a chi, più di 50 anni prima, diede il via a tutto, e che solo grazie a Lui ci si trovava a discutere una nuova società legata a questo ambito di carrozzeria.

Differentemente dalle usuali attribuzioni del cognome, con la scelta di "nominare la società a favore del nonno", si decise di utilizzare  il nome proprio e non il cognome; questo sia data la singolarità del nome Olmedo di fatto "raro e particolare", sia perché, a distanza di quasi 30 anni dalla morte (avvenuta nel 1976), per le tante persone ancora a Lui legate da riconoscenza e rispetto, sarebbe stato come "la rinascita del Presidente". Un elogio importante anche per la consorte di Olmedo, Ida Bonacini, a quel tempo ancora in vita e settimanalmente presente in azienda, che si fregiò con orgoglio fino alla Sua scomparsa avvenuta nel 2004, di un riconoscimento affettivo rivolto al marito scomparso bel 26 anni prima. 

Deciso così il nome (job-one), ci si preoccupò della definizione del logo dell'azienda; non si trattava semplicemente di definire un elemento riconducibile al settore automotive, ma ad aspetti ben più profondi che radicavano le proprie radici a valori famigliari più che ai soli elementi professionali. Gli aspetti "tecnici", tennero conto di alcuni bullet points che di fatto rappresentarono "l'analisi dello scopo" del marchio:

- a che tipologia di veicolo attribuire il marchio

- in che modo attribuirne una estetica diversa dagli usuali marchi in ambito carrozzeria

- come creare qualcosa che, tradotto in adesivo, stesse bene sui veicoli

- come riuscire, sempre se possibile, ad unire la parte grafica del logo a quella testuale del nome

- come costruire il tutto con un pc portatile e programma Paint (non esisteva ancora alcun contatto ne con grafici ne con professionisti di questo ambito non essendo ancora nata la società e le conoscenze informatiche di Luca si limitavano all'uso di Word e Publisher)

Il tutto si concretizzo con un po' di prove, stampe, ragionamenti e schizzi a mano libera, fino all'intuizione di utilizzare le due lettere inizialei del nome del nonno come ruote di un "ipotetico veicolo". Secondariamente il focus si spostò sul trovare la forma per unirle con una siluette superiore che non fosse una "pura" linea continua ma un arco o qualcosa di simile, in modo da dare un po' di "dinamismo" al marchio altrimenti statico. Nei vari tentativi di unione tra le 2 lettere "O", Luca utilizzò la linea di disegno che richiede, per concluderne il tratto, un doppio click del mouse; non avendo però dimistichezza alcuna nell'uso di questo programma di disegno, il tratto proseguì seguendo un profilo "mosso" fino ad un doppio click casuale che culminò esattamente sopra alla seconda lettera "O", ultimando un tratto stilistico quasi identico all'attuale... Il tutto quasi casualmente. 

Di qui immediatamente la scelta di renderne più areodinamico lo style (pochissime varianti grafiche a quella linea che di fatto rappresentava già uno stile da vettura sportiva), di sostituire alle gomme rotonde le 2 gomme quadrate con carattere "Bank Ghotic" (diverso dalle "comuni ruote" già adottate in migliaia di marchi automotive) e a quel punto di provare ad inserire le rimanenti lettere per completare la scritta "Olmedo". La linea continua orizzontale che rappresenta "il pianale del veicolo", venne aggiunta due settimane dopo per completare la macchina che, a detta di Giuseppe, se anche lenta (perché con gomme quadrate), "doveva avere un piano su cui appoggiare i piedi" (ecco la scelta di aggiungere l'ultimo elemento distintivo del logo).

Importante segnalare i tanti riconoscimenti pervenuti per la bellezza e l'essenzialità del marchio olmedo, ancor oggi mantenuto ed adottato nelle definziioni grafiche d'insieme (nell'usualità fu introdotto un logo "commerciale" dall'avvento della SPA, con style rettangolare  più indicato per utilizzo web, carta intestata, ecc...); al di là dei tanti favori estetici pervenuti, il vero valore del marchio "macchinina" sta tuttavia nel significato morale che si cela dietro al nome e nella semplicità ed umiltà con cui è nato senza presunzione alcuna di imporsi come "nome storico" in una scena nazionale dove, di fatto, si poneva seppur con un "nome importante" come l'ultimo arrivato.

NOVEMBRE 2003 - LA RESTRUTTURAZIONE DELLA SEDE E L'INIZIO DELL'ATTIVITA' "IN CANTINA"

Alla fine dell'anno 2003, la famiglia Quintavalli acquista un immobile industriale fatiscente e da mesi in disuso ex falegnameria dedita alla produzione di mobili da casa, ubicato sull'altipiano del Ghiardo nel mezzo delle terre "culla del Parmigiano Reggiano" a soli 15 km da Reggio Emilia. L'intento della proprietà, rispetto alla Costruzione di un nuovo fabbricato ex novo secondo specifiche esigenze di produzione, fu quello di concretizzare rapidamente l'avvio dell'attività nella location completamente rivisitata, dando l'ok immediato ad una ristrutturazione completa "terra cielo" e con una Death line di fine lavori di soli 100 giorni.

Considerando l'inverno, il necessario smaltimento dell'eternit e rifacimento del tetto, applicazione di rivestimenti esterni, posa di nuovi pavimenti, rifacimento degli uffici, dei servizi, degli impianti, della resinatura dei reparti, del tinteggio interno ed esterno, del rifacimento completo delle aree cortilive compreso asfaltature e recinzioni, il timing è sembrato fin da subito inarrivabile; la fermezza delle squadre e la determinazione dello staff coinvolto nei lavori, consentì tuttavia di operare senza alcuna pausa arrivando alla consegna delle chiavi dopo 103 giorni di lavori continui.

Di fatto l'attività iniziò con Luca e Giuseppe nel seminterrato (attuale area stock tappezzeria) in 300mq, in quanto i reparti produttivi, allagati da 15 giorni di pioggia incessanti e concomitanti sfortunatamente con le date di rifacimento del tetto e smaltimento eternit, risultavano impraticabili e all'accettazione dei Clienti e all'utilizzo della corrente elettrica. Un piccolo PC PORTATILE, un cavo volante con connessione Fax ed un telefono cordless casalingo, consentirono di accettare i primi ordini che, nell'imminente primavera del 2004 a lavori ultimati, avrebbero dato il via all'attività. Ancora oggi i primi fornitori e Clienti che visitarono "l'azienda fantasma", ricordano i caffè "offerti" al piano di sotto, con moca e fornelletto a gas "da campeggio" in attesa dell'imminente insediamento degli uffici al piano di sopra.

L'acquisto dell'immobile di via Montesanto e i relativi interventi di ristrutturazione e rifacimento delle aree ufficio (coordinati in maniera esemplare dall'Ing. Bucci Francesca), sono ancor oggi l'esempio di altissima caparbietà lavorativa emiliana in ambito edile ed impiantistico.

MARZO 2004 - ULTIMATI I LAVORI DI RESTRUTTURAZIONE DELLA SEDE - OLMEDO SRL INIZIA L'ATTIVITA'

OLMEDO SPECIAL VEHICLES S.r.l. nasce nel 2004 e ben presto struttura i propri reparti operativi interni (lastratura, tappezzeria, allestimento di interni) differenziandoli, al fine di ottimizzarne lo sviluppo e tenerne maggiormente monitorato le qualità e le efficienze operative, in quello che, dopo 102 giorni incessanti di lavori di ristrutturazione ed adeguamento immobiliare, si presentava come la sede operativa (tutt'oggi head-quarter della società). La struttura aziendale operativa dei reparti, all'epoca formata da 2 persone dipendenti in produzione ed una figura part time in ufficio, comunque replicò fin da subito il modello olmedo del 1949, orientando aree distinte per processi distinti. Simpatico pensare come, all'inizio, erano più le aree aziendali concettualmente definite, rispetto alle reali funzioni operative da insediarvici. In ogni caso il concept dei "reparti", garantì una crescita razionale e "monitorata" negli imminenti e successivi step di immediata crescita.

Inizialmente solo 500mq furono dedicati alle aree di adeguamento dei veicoli (produzione), lasciando al piano interrato lo spazio per lo stock delle componentistiche; fin dal 2004 furono identificati un reparto di carpenteria leggera per piegatura, taglio e saldatura dell'alluminio, con un investimento fortemente sbilanciato rispetto al reale piano industriale avvallato lo stesso anno. I grandi investimenti azzardati in quell'anno, rappresentarono la scelta vincente per posare solide fondamenta propedeutiche all'imminente esplosione dell'attività che caratterizzò gli anni a venire. E con il concetto "AM PIES MIA ANDER IN PREST" (non mi piace chiedere in prestito), Giuseppe acquistò ancor prima di aver ultimato i lavori di restauro dell'immobile, tutti i macchinari e le attrezzature per rendere l'attività fin da subito autonoma ed indipendente da  fornitori esterni, contando così via via su mano d'opera sempre più specializzata nell'utilizzo del patrimonio tecnologico interno alla Olmedo. Queste tecnologie e i macchinari presenti sono ancor oggi tra i valori aggiunti dei nostri reparti e rappresentano la dimostrazione inequivocabile che le scelte volte al futuro, seppur a volte rischiose, sono quelle che pagano maggiormente.

MARZO 2005 - OLMEDO S.R.L. ACQUISISCE LA SOCIETA' LAUTONOMIA S.R.L. DI REGGIO EMILIA

L'unione tra Olmedo e Lautonomia rappresenta la prima vera acqusizione aziendale che ufficializza l'avvio dei processi di partenrship fin da subito posti innanzi a qualsiasi piano industriale scritto o pensato da parte della Direzione Olmedo. La storica realtà reggiana, all'epoca di proprietà dei fondatori Vainer Dazzi e Roberto Gelosini, locata in centro a Reggio Emilia e specializzata nel montaggio di sistemi di guida per vetture adattate per disabili non deambulanti, espresse fin da subito una ottima propensione sinergica alla fuione, per dare il via all'operatività nella medesima sede, quella di Ghiardo di Bibbiano appunto; questo per far fronte contestualmente sia alle già iniziate mutazioni del mercato in netta flessione che alle sempre piu attente richieste di offerta da parte dei clienti del sistema "ONE STOP SHOP" di fatto impropnibili dalle due realtà singolarmente.

Con un acqusizione pari al 100% delle quote societarie, Lautonomia divenne fin da subito un puro brand aziendale, pur mantenendo una propria identità forte ed ancor vivente derivante da anni di ottimo lavoro e reputazione acquisita nell ambito della disabilità automotive; le forze operanti, così come i reparti produttivi, si trasferìrono fin da subito nella sede Olmedo di Ghiardo di Bibbiano, creando all interno della Olmedo stessa, un area dedicata alle installazioni dei sistemi per la guda e di ausilio all'acceso a bordo mediante automazioni di risalita innovativi e dedicati a tuti i veicoli in commercio e per ogni tipo di disabilità.

Ancor oggi, dopo anni di attività interna alla Olmedo, il settore è coordinato in maniera indipendente dagli altri reparti, offrendo un elevato livello di servzio rivolto alla clientela per lo più privata facente parte di questa area aziendale che rappresenta una business unit molto importante per immagine e livello di servzio offerto.

 

SETTEMBRE 2006 - NASCE IL PROGETTO "OLMEDO AMA L'AMBIENTE":GLI ALLESTIMENTI FIGLI DELLA NOSTRA TERRA

La presunzione di produrre gli allestimenti "più ecologici del mondo" si sposa pienamente con filosofia aziendale del bello, robusto e "reciclabile". Questa forte propensione al rispetto dell'ambiente, deriva dalla tradizione famigliare della Direzione, abituata da decenni a lavorare in ambienti campagnoli, in cui la terra ha dato il pane ai predecessori ed ancor oggi costituisce il patrimonio delle terre del Ghiardo di Bibbiano. Culla del grana, del prosciutto, del lambrusco: frutti sublimi della terra, del sole e del sudore a cui tanto deriviamo la nostra cultura e tradizione di emiliani. Il connubio tra questo attaccamento alla terra, unito a quello dell'amore per la meccanica ed i motori da cui l'influsso del compaund modenese così vicino (terra di Ferrari, Lamborghini, Maserati, Bugatti, Ducati) ha così pesantemente influenzato le nostre scelte negli anni, ha dato vita a qualcosa di nuovo nell'ambito automotive delle trasformazioni: il PROGETTO OLMEDO AMA L'AMBIENTE.

Con questo spirito tradizionalista e di attaccamento alla propria terra ed alle origini così legate alla natura che abbraccia la STORICA sede del Ghiardo di Bibbiano, nasce quindi nel 2006 per volere di Luca, il progetto "Olmedo Ama L'ambiente": una serie di applicazioni specifiche dedicate alle trasformazioni ed agli allestimenti trasporto persone prodotti dalle linee Olmedo, in cui i materiali, le vernici, i collanti ed i veicoli stessi devono rispondere ad un requirment fondamentale: rispettare il più possibile le direttive di rispetto ambientale e smaltimento dei componenti a "fine vita".

Di qui deriva la scelta di adottare per le proprie trasformazioni materiali pregiati come alluminio, ergal, acciai speciali privi di Piombo e Cromo Esavalente e di dedicare linee specifiche di allestimenti a veicoli con trazione elettrica, bimodale e a metano; anche la scelta di dotare tutti gli stabilimenti con sistemi illuminanti LED per le aree produttive ed esterne sposa in pieno la politica del "basso impatto e minimo spreco d'energia".

Ultimo non per importanza, l'adozione di sistemi di detergenza ed igienizzazione dei reparti, mediante sistemi lava asciuga per l'eliminazione sistematica delle polveri e dei batteri tipici di ambienti produttivi ed officine; maggior livello di convivialità dei reparti, si traduce in maggiore efficienza produttiva. Olmedo Ama l'Ambiente prosegue oggi il proprio percorso evolutivo, con costanti aggiornamentei delle trasformazioni, dellle omologazioni e degli studi per garantire un livello di affidabilità, sicurezza e "pulizia" non secondo a nessun altra realtà operante in Europa.

APRILE 2008 - DELIBERATO IL PRIMO AMPLIAMENTO DELLA SEDE DI GHIARDO DI BIBBIANO

Nel Maggio 2008, dopo la delibera avvallata dalla immobiliare di famiglia la società Il Viottolo, OLMEDO inizia i lavori di ampliamento delle aree produttive con la costruzione di un nuovo fabbricato  adiacente a quello di inizio attività, ricoprendo una superficie operativa complessiva di 6000 mq, di cui 3500 coperti; questo grazie anche alla giunzione delle due strutture mediante una copertura portante anti-sismica divenuta di fatto un'area utile coperta impiegata tutt'oggi a magazzino.

Da questo step di consolidamento strutturale, Olmedo porta la propria capacità produttiva ai vertici nazionali iniziando il concetto di produzione in linee di assemblaggio, divise per segmenti di prodotto in aree distinte e circoscritte della produzione. Il concetto di linea non è da intendere come quello attualmente adottato da grandi costruttori, bensì da attribuire alla disposizione su file parallele in cui i veicoli, di fatto statici, definiscono delle postazioni fisse con operatività del personale razionalizzata; di fatto, con l'avvento delle nuove aree coperte, dal 2008 il concetto produttivo prevede la divisione per linee di prodotti ed allestimenti, consentendo la razionalizzazione dei prodotti da installare con montaggio "lineare" e continuo; questo ha permesso un risparmio notevole di tempi uomo riferiti al montaggio ed un controllo qualità nelle fasi produttive  "unificato" (no veicolo per veicolo a fine lavori).

Il concetto in postazioni "fisse" con produzione "lineare", è lo stesso adottato da grandi costruttori per la produzione di veicoli in "tiratura limitata" e dove cioè non sono giustificabili investimenti altissimi per l'automatizzazione dei reparti  a fronte di un numero che non supera le 5000 unità annue (esempio produzione nei reparti della Maserati, della piccola Alfa Romeo 4C).

I nuovi fabbricati, ultimati a fine 2008, prevedono anche le aree commerciali in due distinti uffici, dove operano le funzioni interne di vendita e di coordinamento produttivo; esse fanno capo rispettivamente alla Direzione Commerciale ed al Responsabile di Produzione.

GENNAIO 2009 - LA OLMEDO SPECIAL VEHICLES SRL DIVENTA SOCIETA' PER AZIONI

Nel Settembre 2009, la Direzione Olmedo approva l'ingente aumento di capitale volto a rafforzare finanziariamente l'azienda per affrontare in maniera più determinata le imminenti sfide di mercato e, soprattutto, per dare un segnale forte alle aziende operanti nel medesimo ambito di Olmedo, di una realtà solida, determinata e pronta ad investire proprio nell'anno in cui la crisi iniziò il suo inesorabile percorso di recessione.

Stesso CDA, stessa compagine societaria, stessa struttura ed organigramma funzionale interno; dal punto di vista operativo nulla cambiò nel cambio societario, se non per l'adozione, quale Società per Azioni, di un collegio sindacale esterno composto da Sindaci revisori fortemente voluti dalla Direzioni per effettuare i controlli e le diligence trimestrali volte a monitorare l'attività, la rischiosità d'impresa e a certificare i bilanci; trasparenza, etica, massima correttezza sono i valori da sempre impressi ai processi aziendali, e, con l'avvento della SPA, trovano massima espressione nella Olmedo dei giorni nostri. 

APRILE 2009: IL SANTO PADRE PAPA RATZINGER VISITA L'ABRUZZO TERREMOTATO CON UN DUCATO OLMEDO

L'Abruzzo martoriato dal terremoto ha accolto Benedetto XVI a bordo di un Ducato Flex Floor Olmedo con speciali attrezzamenti secondo richieste vaticane, in visita nei luoghi della tragedia e del dolore, da Onna alla casa dello studente. Il papa non è arrivato in elicottero ma in auto a causa del maltempo. Prima tappa a Onna, poi alla basilica di Collemaggio e alla casa dello studente, infine a Coppito

Benedetto XVI è arrivato ad Onna, prima tappa della sua visita nell'Abruzzo terremotato. Il papa è giunto in auto poco dopo le 10.30, in ritardo sul programma a causa del maltempo che gli ha impedito di prendere l'elicottero. Accompagnato da Gianni Letta ha salutato gli abitanti del piccolo centro, paese tra i più colpiti e simbolo del terremoto. "Vi aiuteremo", ha detto il Potefice che poi ha chiesto che "ora siano costruite case solide". Tra le tante persone incontrate anche il vice caporedattore del "Centro", Giustino Parisse, il cronista nel sisma del 6 aprile ha perso i due figli adolescenti, il padre e la casa. 

Lasciata Onna il Papa ha visitato la basilica di Collemaggio. Il Pontefice è entrato nella chiesa, puntellata dopo i crolli dovuti alle scosse del terremoto, per compiere un gesto altamente significativo: ha donato il suo Pallio, che gli fu imposto nella celebrazione di inizio del suo pontificato, alla Basilica, ponendolo sopra l'urna con le reliquie del Santo Celestino V. Poi Benedetto XVI si è recato alla casa dello studente dell'Aquila. La visita di Benedetto XVI si è conclusa a Coppito, nei locali della Scuola della Guardia di finanza.

Bagno di folla a Coppito
. Il momento clou della visita del Papa in Abruzzo è stato l'incontro con la popolazione, le autorità civili, le comunità religiose e una rappresentanza dei soccorritori a Coppito, nei locali della Scuola della Guardia di finanza. "Spero che in Abruzzo si possa andare avanti uniti e ben coordinati e così si possano attuare quanto prima soluzioni efficaci per chi oggi vive nelle tendopoli", ha auspicato il pontefice.

Gli interventi delle autorità nel piazzale della Guardia di Finanza
. ''La ricostruzione dell'Aquila o sarà subito o non ci sarà. E sarebbe la nostra morte, più brutta di quella, già tanto tragica, causata del terremoto'', ha detto l'arcivescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, durante l'incontro con il Benedetto XVI. Il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha rassicurato tanto il Papa, quanto la popolazione: "Faremo quanto possibile e ci compete. Ricostruiremo la città de L'Aquila con le case ma anche con i negozi e con le chiese. Ricostruiremo i paesi, con i loro centri storici. Ma soprattutto - rivolgendosi Chiodi al Pontefice - ci aiuti, anche da lontano, a ricostruire i nostri valori, i nostri principi, le nostre tradizioni".

Il discorso del Papa a Coppito
. "Ho nel cuore tutte le vittime di questa catastrofe e alla basilica di Collemaggio ho toccato con mano il cuore ferito di questa città", ha detto il Papa nel discorso tenuto Piazzale della Scuola della Guardia di Finanza a Coppito dove ha concluso la sua visita all'area colpita dal terremoto. "Inoltre, assai toccante - ha detto Ratzigner - è stato per me pregare davanti alla Casa dello studente, dove non poche giovani vite sono state stroncate dalla violenza del sisma. Attraversando la città, mi sono reso ancor più conto di quanto gravi siano state le conseguenze del terremoto".

Il saluto ai sopravvissuti della casa degli studenti
. Prima di recarsi a Coppito, Benedetto XVI ha fatto una sosta presso la casa dello studente dell'Aquila in via XX Settembre all'Aquila, dove ha incontrato alcuni ragazzi sopravvissuti alla scossa del 6 aprile, che tante morti ha provocato proprio tra i giovani che studiavano all'ateneo aquilano. Il Papa ha tenuto a lungo la mano a ognuno dei ragazzi, mentre il cappellano dell'Università glieli presentava. I dodici studenti che il Papa ha incontrato  gli hanno consegnato una lettera. Lo ha fatto materialmente una studentessa. Il Papa ha passato lettera al suo segretario.

La visita alle macerie della basilica di Collemaggio
. Il papa ha anche visitato le macerie e i pilastri imbragati della basilica di Collemaggio all'Aquila, nella quale è parzialmente crollata la navata centrale. Circondato dai vigili del fuoco e assistito dal segretario monsignor Georg Gaenswein il papa ha posto il suo pallio (la fascia di stoffa tessuta in lana bianca che gli fu imposta nella celebrazione di inizio del suo pontificato) sulla teca che contiene le spoglie di Celestino V. Poco dopo il pontefice, preceduto dal vescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari, è uscito dalla basilica.

Il saluto ai bimbi di Onna
. La prima tappa del viaggio nelle zone terremotate del Pontefice è stata Onna. Il papa ha salutato alcuni superstiti del terremoto, ha stretto le mani a molti terremotati e soccorritori e ha accarezzato alcuni bambini. Benedetto XVI, accompagnato da Gianni Letta e Bruno Vespa, è stato accolto dal capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, dal vescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari e dal parroco di Onna, Cesare Cordozzo. Per il papa è stato allestito un piccolo palco davanti alla tendopoli.

"Ora si costruiscano case solide, la chiesa vi aiuterà". "La Chiesa tutta - ha assicurato il Papa a Onna - e' qui con me, accanto alle vostre sofferenze, partecipe del vostro dolore per la perdita di famigliari e amici, desiderosa di aiutarvi a ricostruire case, chiese, aziende crollate e gravemente danneggiate dal sisma". Poi Benedetto XVI ha aggiunto che gli abruzzesi "attendono di veder rinascere questa loro terra, che deve tornare ad ornarsi di case e di chiese, belle e solide". Prima di lasciare Onna il Papa, salito su un Suv chiaro con al volante il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ha effettuato un giro nella località per rendersi conto dei danni causati dal terremoto del 6 aprile.

L'incontro con Giustino Parisse. Tra le tante persone, il Papa ha incontrato a Onna anche il vice caporedattore del "Centro", Giustino Parisse, che è residente proprio nella frazione di Onna. Il cronista nel sisma del 6 aprile ha perso i due figli adolescenti, il padre e la casa, completamente distrutta, mentre lui, la moglie e la madre, si sono salvati in extremis. Benedetto XVI si è soffermato brevemente a colloquio con Parisse porgendogli parole di conforto. Il giornalista si è congedato baciandogli la mano

 

 

 

OTTOBRE 2011 - NASCE LO STOCK LOGISTICO OLMEDO

L'anno 2011 rappresenta l'anno della svolta per la Olmedo SpA ormai ritenuta per specializzazione, gamma allestimenti e potenzialità produttive l'azienda leader in Italia nell'ambito delle trasformazioni per disabilità trasportata.

Un accordo coi principali costruttori d'auto, decreta la Olmedo stock locator per deposito logistico di veicoli da allestire e allestiti, annettendo all'area produttiva delle officine e della lastratura, una superficie ad suo parcheggio interportuale, interessante un'area di 20.000 mq sviluppati sulla Via San Michele, quella di fatto che accede alle linee produttive ed alla rinnovata area dei "sistemi di guida".

Considerando il concept produttivo Aziendale volto alla "CONCEZIONE DI LINEA" di veicoli semi allestiti e personalizzabili nelle fasi pre collaudo, l'annessione di un area uso deposito di queste dimensioni e con movimentazione in area interna (no tratte stradali con uso di targa prova o bisarche), ha garantito un incremento della potenzialità produttiva di oltre un 50% rispetto alla "olmedo pre 2011" mantenendo invariate le strutture attualmente impiegate per la trasformazione dei veicoli. Il concetto adottato replica ancora una volta, in dimensioni assolutamente minori, quello dei grandi costruttori d'auto che, dalle linee produttive, "sfornano" anche 700-1000 veicoli al giorno (esempio SEVEL SUD di Fiat ad Atessa produce Fiat Ducato con un numero medio giornaliero di 950 veicoli); la presenza quindi o di una logistica con bisarche pronte all'uso "just in time" (valevole per i costruttori con veicoli destinati ad interporti periferici ma non per Olmedo) o di un piazzale logistico ad uso "deposito temporaneo", permette di non vincolare la produzione in funzione di restrizioni logistiche ne di impegnare aree produttive al solo "parcheggio" dei mezzi finiti o da allestire. Ovviamente il concetto di "semi lavorazione" o "pronta consegna" viene supportato da un forte aspetto finance capace di far fronte a notevoli investimenti di mezzi di proprietà (mediamente dai 120 ai 200 veicoli), nonchè da un perfetto iter di approvigionamento dei prodotti sulle linee; i veicoli finiti, venduti o no, rientrano nel concetto di "stock piazzale".

Godendo di un "serbatoio" sia per i mezzi ultimati che per quelli da allestire capace di ospitare SOLO NELLA SEDE DEL GHIARDO FINO A 500 VEICOLI di ogni segmento e tipo, è stata rafforzata l'attività logistica di consegna e ritiro (utilizzo di propria bisarca di proprietà con proprio personale autista e licenza ad uso proprio), alleggerendo la struttura di gestione presso le officine e stock esterni: la produzione in linea finisce quando inizia l'attività di pre-consegna. Stesso sistema di gestione degli stabilimenti produttivi delle casi madri.

Dal 2011 col processo produttivo di "linea", abbinato a quello di "stock locator", la capacità di Olmedo S.p.A. con le attuali risorse e potenzialità economico/produttive, potrebbe paradossalmente coprire sui segmenti P, 2P e 2G, IL TOTALE FABBISOGNO NAZIONALE DI VEICOLI ALLESTITI PER TRASPORTO DISABILI.

GENNAIO 2012 - NASCE LA PRIMA UNITA' LOCALE OLMEDO SUL TERRITORIO: OLMEDO PARMA

La centralissima Via de Mercati, a soli 500 metri dall'aereoporto di Parma e 100 metri dall'uscita della tangenziale, diviene il miglior punto per l'apertura dell'unità Locale Olmedo di Parma, rilanciando quanto già avviato dal 2005 sempre in Parma in Via Monte Sporno con la "vecchia" società Lautonomia. La nuova sede, composta da una area produttiva perle installazioni dei sistemi di guida e gli interventi di assistenza after sales ai veicoli allestiti, prevede anche uno show room vetrato per l'esposizione dei veicoli allestiti pronta consegna; Olmedo Parma rappresenta la prima unità locale operativa sul territorio nazionale, considerata a livello pionieristico un "test drive" per quella che venne considerata fin da subito la "politica del territorio" volta ad insediare, replicandone il "modello madre", differenti punti Olmedo in Italia. Saper quindi offrire "a casa del Cliente" quanto positivamente consuntivato a Ghiardo di Bibbiano, diviene una mission aziendale.

Per questa ragione, dopo un processo di adeguamento e rinnovamento di uno stabile nella centralissima via dei Mercati a Parma, il 14 Gennaio 2012 viene inaugurata la sede Olmedo Parma specializzata nelle trasformazioni di veicoli per uso personale con sistemi di guida e per trasporto carrozzelle ad uso famigliare. In occasione della cerimonia inaugurale, svoltasi in presenza di centinaia di invitati e delle televisioni locali, hanno presenziato le maggiori casi madri da tutta Europa nonchè testimonial d'eccellenza del mondo dello sport, a testimonianza dell'importanza dell'evento.

DICEMBRE 2012 - OLMEDO SPA ACQUSISCE LA STORICA CARROZZERIA SORA DI OSOPPO

La situazione di difficoltà finanziaria in cui riversava la storica carrozzeria Friulana SORA di Osoppo si acutizzò nel triennio 2010-2011-2012 e di tale criticità discusse la "vecchia" proprietà con la Direzione Olmedo durante il REAS di Montichiari nell'Ottobre 2011. Il processo irreversibile di liquidazione della società, incrociò le strade con il cammino in ascesa di Olmedo S.p.A. condividendo un piano di integrazione del marchio, fin da subito reputato di immenso valore storico, morale e del tutto allineato per importanza e prestigio a quello della Olmedo del 1951.

Nata negli anni sessanta dal Fondatore Adelchi Venier e con una tradizione nell'ambito della carrozzeria da autobus seconda a nessuna realtà nazionale, SORA ridettò i canoni delle trasformazioni da Autobus e Scuolabus per oltre 30 anni in Italia, ponendosi come leader indiscvusso per specializzazione, qualità e completezza di gamma dagli anni settanta al duemila. La situazione di ristrettezza finanziari, di fatto troppo difficile in un momento di recessione di mercato, unita al pesante indebitamento della società dovuta a precedenti investimenti immobiliari ed all'azzeramento delle marginalità nel prodotto "scuolabus", obbligò olmedo a scorporare da Sora il ramo d'azienda di interesse e cioè quello espressamente dedicato alle trasformazioni con pianale ribassato per i veicoli del segmento "P", lasciando "morire" 50 anni di storia nel settore autobus. 

Scelta sofferta emotivamente ma azzeccata imprenditorialmente e soprattutto dettata da tanta razionalità e visione di mercato; il settore dei veicoli per disabili, infatti, si presentava in pesante evoluzione, sempre più orientato per l'utenza privata ai veicoli con sistema di abbassamento rispetto ai mezzi tetto alto con pedane elettro idrauliche; l'incorporazione delle attrezzature e del personale operante, successivo ad un accordo sindacale onorato e fortemente condiviso con le delegazioni sindacali Friulane, portò in soli pochi mesi di attività ad un ribaltamento delle sorti del ramo d'azienda che, con orgoglio e grande impegno, ripresentò sotto il nome Olmedo una gamma prodotti in pochi mesi non secondo a nessuna realtà Europea.

La specializzazione degli addetti, unita alla grande esperienza e conoscenza del mercato, permise di orientare fin da subito i budget della Olmedo S.p.A. per porre Olmedo - Sora tra le prime realtà nazionali per completezza di gamma e qualità delle realizzazioni. Dopo una prima fase di attività durata qualche mese nei vecchi stabilimenti ed un successivo trasferimento in Reana del Rojale (UD), gli step di completamento della gamma si adempirono in due anni, portando la sede di Udine al primo posto in Italia per le realizzazioni con questa tecnologia "d'eccellenza".

Il supporto di Olmedo ha seguito i tanti risultati ottenuti in soli pochi mesi di "rilancio", tanto da investire a livello immobiliare in Friuli con l'acquisto di un nuovo fabbricato DI PROPRIETA' nel Novembre 2015, adiacente a quello utilizzato fin dal trasferimento da Osoppo e fino a quel momento in affitto. L'investimento, completato con l'acquisto di un'area fronte al fabbricato di oltre 7000mq, mantiene fortemente radicati gli obiettivi della Direzione di creare sul territorio nazionale punti sinergici e fortemente legati tra loro, rilanciando i concept di innovatività dell'azienda ma mai dimenticando le tradizioni territoriali delle realtà operanti. In ogni realizzazione Olmedo si Udine, c'è un pò della tradizione e della grande storicità dell'azienda del "nonno" Adelchi.

L'ottimizzazione della logistica è avvenuto dedicando una bisarca ad uso interno sulla tratta da Udine e Reggio Emilia per la consegna settimanale dei veicoli ultimati e da allestire, nonchè per supportare i Concessionari nelle consegne o ai ritiri dei veicoli finiti. L'attuale sede di Reana vanta oggi una capacità produttiva di 250 veicoli anno, di fatto sfruttata al 60% in quanto non ancora del tutto ultimata l'area di stock locator che, in piccolo, replica quanto fatto in Olmedo a Ghiardo di Bibbiano.

Importante menzionare come anche l'immobile di Reana risponda a quei requisiti di rispetto ambientale e basso impatto ambientale contenuti nel progetto "OLMEDO AMA L'AMBIENTE", ponendo requisiti tecnici come illuminazione al led, pannelli fotovoltaici e sistemi di detergenza delle aree operative come i bullet point del sede Friulana di Olmedo.

GIUGNO 2012 - OLMEDO SPA E GHG HOLDING SPA INSIEME PER LA NASCITA DI AMBITALIA SPA

L'intento di rientrare dopo anni di inattività specifica nell'ambito dei veicoli allestiti per la sanità da parte della Direzione Olmedo, già più volte espresso nel biennio 2010-2011 a fronte delle crescenti richieste di importanti Clienti nazionali, trova finalmente una definizione societaria nel 2012 quando, la famiglia Quintavalli, insieme alla famiglia Grasselli di Albinea (Titolari della Holding GHG e proprietari dell'azienda Grasselli S.p.A. leader mondiale in ambiti dell'industria alimentare di produzione macchine per taglio carne) decidono di avviare questa avventura imprenditoriale investendo non solo importanti capitali, ma esprimendo concetti d'impresa innovativi rispetto alla "tradizionalistica cultura dell'ambulanza" impostata in oltre cinqunt'anni di storia dalle aziende operanti in questo ambito. A distanza di pochi mesi dall'avvio dell'attività e rafforzando ulteriormente la compagine societaria in termini di know how ed accreditamento d'impresa, Ambitalia accoglie Giovanni Tarabelloni, già conosciuto nell'ambito della sanità per il livello altissimo di competenza e conoscenza del prodotto ambulanza, nonchè vantando una lunghissima esperienza specifica nell'ambito delle trasformazioni; l'inizio di Tarabelloni in società, con funzione di AD e socio, rappresenta un ulteriore step di crescita di fatto necessario per raggiungere i target ambiziosi prefissati dall'azienda.  

Da questo innovativo concetto d'impresa, più volto all'industria che all'artigianalità, nasce l'ambulanza più rivoluzionaria del mercato nazionale e mondiale, inaugurata come primo esemplare assoluto dalla show girl Natalie Caldonazzo per la Croce Blu di Guidonia: DUCATO QTX. L'impronta anticonformista ed innovativa del prodotto, unita a tratti stilistici e concept estetici ormai divenuti ICONICI, si pone subito sulla scena degli allestitori Europei come il prodotto da superare, ridettando i canoni delle moderne ambulanze di soccorso avanzato. Nuovi materiali per i componenti d'interni, nuovi stili e concetti di utilizzo degli spazi, innovativi sistemi luminosi d'emergenza, nuove linee e concetti di service in teleassistenza: questo è il biglietto da visita di QTX che dal 2012 si presenta al mondo del soccorso come il meglio in termini di affidabilità, estetica, efficienza operativa.

Ambitalia S.p.A., con sede in Albinea (RE) a soli 10 km dalla sede Olmedo di Ghiardo di Bibbiano, opera fin da subito nell'immobile di proprietà della famiglia Grasselli, trasmettendo anche in termini architettonici un feeling "diverso" dalle tipiche carrozzerie nazionali. La società punta fin da subito subito sulla razionalità della produzione, prediligendo inizialmente una sola linea di prodotto, di altissima qualità e discostandosi dallo scenario nazionale fatto di proposte molto allineate tra loro in cui la rincorsa allo sconto ha infierito negativamente sulla qualità portando in pochi anni ad un decadimento generale di questo settore. 

Dopo solo 1 anno di attività, caratterizzato da una efficace politica della ricerca dei clienti "best in class" capaci di accreditare al meglio il prodotto fungendo da "apripista" per le altre "piccole realtà nazionali", il 2013 sancisce il consolidamento della neonata Ambitalia, decretando in maniera inequivocabile l’intento aziendale Olmedo di offrire alla clientela una copertura a 360° del portafoglio prodotti allestiti, e ricevendo le migliori critiche dagli addetti ai lavori in merito al prodotto "elite" prodotto nelle linee di Albinea.

Ancora una volta le visioni di mercato Olmedo, in totale controtendenza rispetto ai Competitor, confermano positivamente le scelte della Direzione volte alla ricerca della qualità (e non del prezzo), del servizio (e non del "fai da te) e dell'innovatività di prodotto (e non del tradizionalismo tipico delle aziende concorrenti); questo discostamento dalla totalità, ha posto ancora Olmedo come l'azienda "da imitare": AMBITALIA ne rappresenta l'evidenza più tangibile.

GENNAIO 2013: AMBITALIA PRESENTA "QTX": LA PRIMA AMBULANZA AL MONDO CON INTERNI IN POLIURETANO "STT"

Tutto il progetto dell'ambulanza QTX su base Fiat Ducato basa il proprio percorso realizzativo con 4 bullet point che sono divenuti i punti fermi dello sviluppo Ambitalia su tutti i livelli:

  • Innovazione e ricerca tecnologica
  • Stile ricercato
  • Massima sicurezza
  • Qualità totale
     
    Il successo di QTX in un momento di generale recessione, dimostra come la strategia adottata sia stata vincente privilegiando la qualità ed il servizio più che il prezzo. Alto l'interesse è stato riservato a QTX da costruttori internazionali, come dimostrato da forniture importanti come al colosso cinese Brilliance Auto (settimo costruttore di auto cinese completamente posseduta dal governo) o all'interesse espresso da mercati Arabi.

    Ambitalia fin dal primo giorno di costituzione ha espresso l'intento, tangibile nel progetto QTX, di realizzare ambulanze innovative con toni stilistici distintivi. Per questa ragione dallo sforzo che ha caratterizzato lo start up aziendale s i è concretizzata la prima autoambulanza al mondo, su base Fiat Ducato X2-50, con interni interamente in STT (Soft Touch Trims) igienizzabili e morbidi al tatto dotati di parametri di sicurezza in caso di crash mai rilevati prima su di una ambulanza di soccorso. Questo grazie al poliuretano strutturale spruzzato con densità variabile nelle aree di contatto, che rendono il vano sanitario silenzioso (materiale fono assorbente), termicamente isolato e con un livello di flessibilità delle parti di rivestimento mai visto prima in un ambulanza di soccorso, eliminando stridolii e rotture tipiche di resina e plastica. Infine un livello di dissipazione dell'energia tipico dei cruscotti di derivazione automotive, ponendo il livello di sicurezza dei trasportati a parametri mai visti prima.
     
    Questa è solo una delle tante innovazioni tecniche e stilistiche che fanno del progetto QTX il risultato concreto di anni d'esperienza nel settore medicale. QTX racchiude nel prodotto la filosofia dell'azienda: creare contenuti tecnologicamente innovativi ridettando, laddove possibile, i canoni tecnici e stilistici delle ambulanze di soccorso.

APRILE 2013 - OLMEDO SPA CREA IL BRAND COMMERCIALE DAILY MOBILITY: L'AUTONOMIA CHE TI SEGUE

Daily Mobility nasce nel 2013 dalle ceneri della storica società friulana “Mobility Trend” specializzata nella vendita e distribuzione di componenti per l’industria degli allestimenti trasporto persone. La scelta della Direzione Olmedo di proseguire il lungo cammino intrapreso 12 anni prima dalla storica realtà di Osoppo, deriva dalle costante propositività collaborativa da sempre riservata nell’attuazione dei propri piani industriali, rivolta alle tante realtà nazionali operanti nell’ambito della carrozzeria specializzata. Questo ha permesso di creare in pochi mesi una struttura del tutto nuovo dinamica e con altissimo livello di conoscenza dei prodotti e delle traformazioni, capace di rispondere fin da subito alle richieste del mercato e proseguendo così il lungo cammino intrapreso nel passato. Daily Mobility si presenta oggi come una eccellenza per servizio e costante aggiornamento, gestendo uno stock di prodotti vastissimo grazie ai due magazzini ubicati a Reana del Rojale (Udine) e a Reggio Emilia dedicati allo smistamento e spedizione dei prodotti. L’alto livello di specializzazione del personale, unito alla forte capacità finanziaria di Olmedo, consentono condizioni commerciali ottime, acquisti diretti dai migliori fornitori mondiali, risposte immediate alla Clientela, consulenze specifiche e materiale sempre pronto.

Daily Mobility supporta l’attività dell’allestitore interfacciandosi costantemente con le differenti territorialità e tradizioni artigianali nazionali; ne deriva un approccio personale e specifico con chi opera sul campo che crea un costante aggiornamento dal Cliente e per il Cliente. Il taglio internazionale derivante dal profondo legame con i maggiori allestitori nazionali ed Europei, ha creato partnership commerciali di altissimo livello con i maggiori produttori mondiali di componenti per disabilità tra cui HANDICARE (Norvegia), AUTOADAPT (Svezia), BRAUN (USA), Q’STRAINT (Inghilterra), SCHNIERLE (Germania), CAR OIL SYSTEM (Italia); questo garantisce i migliori prodotti disponibili al miglior prezzo.

Daily Mobility si è creata una identità talmente forte all'interno del gruppo, da presentarsi oggi al pubblico dei professionisti come "un'azienda nell'azienda"; questo è senz'altro il miglior risultato ottenibile in così poco tempo e soprattutto in un mercato in contrazione con regole di servizio sempre più ferree, partendo da una realtà di fatto defunta.

APRILE 2013 - NASCE LA PRIMA UNITA' LOCALE DEL CENTRO SUD: OLMEDO LATINA

L’inizio 2013 ha decretato un ulteriore importante investimento sul territorio, con l’inaugurazione della sede operativa e commerciale Olmedo in Latina, gestita in partnership con Ambitalia e dedicata al coordinamento diretto e logistico della rete vendita del centro sud. Questo punto strategico, ubicato  in Borgo Piave a due passi dalle zone centrali dei Concessionari, si sviluppa al primo piano e fronte strada per gli uffici commerciali e nel retro per l'area officina che condivide col resto delle attività circostanti un'area cortiliva di oltre 8000mq. L'impatto visivo, senz'altro degno del nome Olmedo, posiziona la sede di Latina come il primo punto Olmedo sul territorio del centro sud ed è completamente gestito da personale Olmedo S.p.A.; un'area produttiva dedicata alle installazioni di dispositivi di guida, piccoli allestimenti e servizio "after sale" per i veicoli trasporto disabili e le ambulanze circolanti sul territorio posiziona la sede locale Olmedo di Latina come un punto territoriale con alto livello di specializzazione anche nell'ottica "SERVICE". Il concetto di servizio "on the road" si rafforza con la presenza di un vettore attrezzato (officina mobile) per l'assistenza a domicilio ed interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione "a casa del cliente".

Nei reparti produttivi è stato sviluppato anche un reparto interno per l'allestimento di veicoli sanitari "speciali", come automediche o auto-emoteche;  l'idea di crescita e sviluppo della sede ha proseguito costantemente, che, dal 2016, Olmedo Latina ha iniziato la produzione di ambulanze con una linea Ambitalia di Ducato QTX dedicato alla vendita degli agenti operanti nel centro-sud.

GIUGNO 2013 - NASCE GC CONSULTING SRL: OLMEDO E CASASOLA INSIEME PER LE CONSULENZE DEL GRUPPO

Nel Giugno del 2013, le strade di Olmedo con quelle di Sora si erano da poco incrociate portando a se quanto di buono la storica azienda Friulana aveva così fortemeente radicato in oltre 50 anni di attività ed abbandonando ahimè tutte le attività che, insieme ai problemi di recessione di mercato, avevano portato alla liquidazione dell'azienda. Tra le eccellenze oltre che di prodotto, Olmedo si imbattè favorevolmente con il know how di alcune persone che, cresciute con la serietà, la determinazione e la grande caparbietà tipici della tradizione friulana impiantata nelle officine di Osoppo, portarono in olmedo un patrimonio inestimabile di valori professionali e personali giammai da perdere. Tra queste persone, una in particolare avanzò l'interesse di olmedo in quanto ideale per portare a compimento quel progetto fin ad allora solamente abbozzato sulla carta e cioè di centralizzare tutte le attività omologative, di consulenza alle direttive e di interfaccia con il Ministero dei Trasporti, agevolando quell'attività fino a quel momento decentrata a risorse esterne.

Giuseppe Casasola, storico riferimento in sora delle attività tecniche e omologative, espresse fin da subito piena propensione al progetto Olmedo che, a fine Giugno del 2013, si concretizzò con la creazione della società G.C. CONSULTING S.r.l.: una partnership di alto livello tra la Olmedo S.p.A. e Giuseppe Casasola per sopperire a quelle attività in forte crescita certamente richiedenti un livello di specializzazione fuori dal comune. Con G.C. CONSULTING si strutturarono degli uffici dedicati in Reana, condivisi con le aree ufficio Olmedo; nel 2015, con l'acquisto del nuovo fabbricato in Reana e la dismissione della vecchia sede, un ufficio dedicato diviene l'attuale sede di G.C. CONSULTING. Il rapporto con TUV Tedesco, con il Ministero dei Trasporti, con gli Uffici Provinciali ed i CPA ed i costanti aggiornamenti normativi derivanti da una continua attività specifica in questo ambito, sono oggi il valore di GC CONSULTING per Olmedo che, nel continuo e costante processo evolutivo di nuovi veicoli allestiti, riesce a rispondere con velocità alla commercializzazione dei prodotti finiti.

Una nota di colore ed un dovere di cronaca per noi importanti si riferiscono al logo dell'azienda: il font adottato per la scritta "GIUSEPPE CASASOLA" è il medesimo adottato per il logo della carrozzeria sora del 1964 (chiaro riferimento alle origini e riconoscenza al "nonno" Adelchi Venier), mentre l'immagine del mondo vuole significare che le visioni dell'azienda sono "world wide" accumunando quelle di Olmedo (nonché incontrando i grandi favori del fondatore, Giuseppe Casasola, da sempre impegnato in viaggi in giro per il mondo con finalità umanitarie).

MARZO 2014 - OLMEDO ACQUISISCE LA SOCIETA' MATRIX MEDIA E NASCE LA "COMUNICAZIONE GLOBALE"

Il 31 Marzo 2014 La Direzione Olmedo S.p.A. annunciò mezzo stampa, l’avvenuta acquisizione della società Matrix Media S.r.l., storica realtà reggiana specializzata nello sviluppo di strategie comunicative innovative, Digital Signage, web comunication e nel marketing/social activity.

L'azienda ha siglato, dopo un processo di alcune settimane finalizzato ad una integrazione “indolore” delle due realtà, l’atto di acquisizione che decreta Olmedo S.p.A. proprietaria dell’80% delle quote societarie di Matrix Media S.r.l., avanzando questo passo importante con la piena consapevolezza che il grande valore di Olmedo sta nella velocità di sviluppo di nuove idee e quindi della criticità nel comunicare tempestivamente queste innovazioni al mondo.

Solo successivamente all'avvenuta acquisizione, la Direzione Olmedo S.p.A ha espresso i motivi per cui l’azienda  ha intrapreso  l’iter di acquisizione dello storico marchio Matrix Media che, tra le tante eccellenze di prodotto tra cui la web costruction e la social strategic comunication, vanta la peculiarità qualificante di aver introdotto sul mercato oltre dieci anni fa l’innovativo sistema comunicativo digital signage. Questo sistema intelligente e soprattutto “immediato” permette di gestire, con investimenti economici contenuti, stazioni multimediali in tutto il mondo proiettando spot pubblicitari, movie aziendali o qualsiasi tipo di contributo video e audio in real time direttamente “a casa” del proprio utente interessato.

L’acquisizione di Matrix Media rappresenta un ulteriore passo nell’escalation che ha visto Olmedo raggiungere, in soli 10 anni di attività, l’ambito traguardo di “first in class Company”, cioè l’azienda “top player” nel proprio ambito di competenza imprenditoriale. Da ormai 5 anni Olmedo S.p.A., recentemente elogiata dalla Presidente della Provincia Sonia Masini insieme ad alcune altre eccellenze reggiane per aver superato la crisi con slancio e determinazione, ha avviato una politica territoriale basata sulla presenza in aree strategiche con proprie filiali dirette; questo ha permesso un ulteriore consolidamento rispetto ai competitor, recuperando quote in un mercato nazionale storicamente frammentato.

Negli obiettivi Olmedo, espressi dalla Direzione in occasione di questa acquisizione societaria, quello di esportare il valore di italianità in mercati dove oggi il Tricolore rimane una eccellenza in ambito automotive; Cina, Emirati Arabi e Stati Uniti rientrano nelle aree di interesse sul quale la Direzione ha investito ingenti risorse pubblicitarie.

A completamento della nuova compagine societaria di Matrix Media, l’attuale Titolare e fondatore Paolo Saccani e Mario Benelli, responsabile grafica e sviluppo attività, titolari rispettivamente di un 15% e 5%.

Ricordiamo che Matrix Media, forte di rapporti consolidati con Clienti come Assicurazioni Generali, Banche del gruppo BCC, ecc….  è riconosciuta nell’ambito come una delle aziende più attente alla qualità ed al customer care: fattori comuni anche al mondo Olmedo.  

Matix Media S.r.l. manterrà propria identità societaria, company brand, location operativa (sita in via Borsellino, 18 a Reggio Emilia – Zona Tribunale) e riferimenti aziendali; questo per garantire piena continuità ai processi ed alla marketing activity in corso.

 

GENNAIO 2015 - OLMEDO INAUGURA LA PRIMA SALA POLIVALENTE CONVIVIALE: ECCO A VOI LA MOBILITY ROOM!

La Mobility Room (così battezzata per dare un senso di reale adeguatezza al concetto di "multifunzione") concretizza una idea primordiale di Luca via via rafforzatasi negli anni, di rendere conviviale un ambiente per i propri clienti, dipendenti, ospiti, trasformando di fatto un area all'interno dell'azienda, in "qualcosa" di completamente differente. Possibilità di esporre veicoli nuovi allestiti per prove statiche, area ricreativa con corner bar, sistema audio per filodiffusione, sistema audio per conferenze, proiettore e schermo a scomparsa per trasmissione di movie, slide o video specifici di prodotto, sistemi luminosi multi colore: questo quanto offerto nei 350mq ubicati nel versante est dell'immobile di Ghiardo... quello adottato inizialmente quale area per le installazioni dei sistemi di guida. Il concetto di "vicinanza al cliente" con una identità forte, riserva nella Mobility Room un feeling diverso anche trasmesso da dettagli "speciali" e molto differenti rispetto al tradizionale scenario d'impresa; non a caso l'abbigliamento griffato Olmedo, i monitor con CHANNEL AZIENDALE "OLMEDO TV"), la ricerca maniacale dei contrasti dei colori "rosso/bianco", le foto d'autore, il concetto di "stock rotativo" nel salone e di "invito sistematico" dei Clienti, pongono Mobility Room al centro di tante nuove attività che hanno reso Olmedo "diversa" anche su questo aspetto.

Mobility Room concretizza il concetto diverso di impresa impostato dalla Direzione Olmedo fin da subito, distaccandosi fortemente dalla tradizione delle carrozzerie automotive artigiane del passato e dello scenario comune nazionale; condividere a casa propria il mondo Olmedo, fatto di novità, iniziative, corsi formativi, eventi specifici, inaugurazioni, assemblee.... il mondo Olmedo vissuto in Olmedo.

OTTOBRE 2015 - OLMEDO ACQUISISCE ZANFI GROUP E NASCE Z.MODE: UN PASSO VERSO IL 4X4

Dopo un percorso di valutazione e validazione dei piani finanziari unita all’analisi del piano industriale, si è concluso positivamente il processo che ha portato la Olmedo Special Vehicles S.p.A. all’acquisizione di Z.Mode S.r.l. (prima Zanfi Group S.r.l.), entrando nel settore “automotive del 4x4” con l’eccellenza mondiale riconosciuta come prima sul mercato per qualità, gamma prodotti e design.

Forte di un’esperienza di oltre 15 anni di attività, Zanfi Group prima e Z.Mode dopo, hanno introdotto con concept innovativi e pionieristici una gamma di prodotti espressamente sviluppata per i brand leader del settore off-road ad uso professionale, Suzuky, Land Rover e Jeep, creando i marchi aziendali Zanfi, Pro7, J-Style ad oggi considerati dagli addetti ai lavori i riferimenti del settore.

Produzione di kit specifici, adattamento dei veicoli nei reparti di customizzazione, supporto a competizioni off-road caratterizzano oggi l’attività Z.Mode, forte di un magazzino prodotti che vende giornalmente a privati, aziende, rivenditori in molti mercati mondiali.

L’obiettivo dell’acquisizione, ultima di una serie di attività volte a rafforzare il know how dell’azienda in ogni ambito automotive, sarà quello di importare parte dell’altissimo livello tecnologico di questo settore di nicchia nelle realizzazioni dei brand Ambitalia (ambito sanitario), nel trasporto persone e nella produzione di particolari specifici interessanti la commerciale Daily Mobility; la fase di rilancio dell’azienda Z.Mode in mercati ben conosciuti da Olmedo, seguirà le tendenze di vendita negli ambiti più disparati (tempo libero, professionale, privato), seguendo di pari passo le attività già portate avanti con costruttori e grandi partner.

Anche Z.Mode, così come altre consociate aziende Olmedo, continuerà a presiedere la propria sede produttiva, ubicata a San Polo d’Enza ed introdurrà già da Gennaio 2016 il sistema operativo Olmedo, caratterizzato da una razionalizzazione in vasta scala di fornitori e partner ed un controllo di gestione con tracciabilità; l’area engineering, punta di diamante di Z.Mode, diventerà il centro di ricerca e sviluppo di tutte le aziende del gruppo, internalizzando un’attività oggi affidata a supplier esterni.

SETTEMBRE 2015 - OLMEDO INAUGURA IL "CENTRO USATI E NOLEGGIO" A MONTECCHIO EMILIA

LA CENTRALISSIMA MONTECCHIO EMILIA, situata a soli 6 km dalla sede principale di Olmedo S.p.A. a Ghiardo di Bibbiano, diventa dal 10 Ottobre 2015 la nuova location operativa aziendale dedicata alla vendita dei soli veicoli speciali usati di ogni marca, modello e tipologia di allestimento per TRASPORTO DISABILI.

Le necessità degli ultimi anni di migliorare quest'area vendita così diversa dai normali sistemi di proposta del "nuovo" e cresciuta per i nuovi trend di mercato e le diverse tendenze di vendita, ha portato la Direzione Olmedo alla scelta, maturata dopo 1 anno di analisi territoriale e di "marketing valutation", di dedicate una business unit indipendente e non "mescolata" alle linee ordinarie di produzione e vendita dei veicoli NUOVI allestiti. Le aree di Montecchio, utilizzate a pura vetrina espositiva, caratterizzate da una costante esposizione di mezzi di ogni tipologia, anzianità e prezzo; questo rappresenta la miglior risposta alle richieste di chi, con budget limitati, non può approcciare la gamma veicoli nuovi ma contestualmente necessita di un veicolo per incombenti necessità operative e di servizio.

La policy aziendale ormai intrapresa da Olmedo negli ultimi 5 anni che risponde al concept "one stop shop", e cioè palesa l'obiettivo di trovare SEMPRE una risposta a qualsiasi richiesta del Cliente, ricopre in pieno anche questa nuova operatività aziendale, caratterizzata da una struttura nuovissima, di oltre 2.000mq coperti caratterizzanti le aree espositive con spazi dedicati per la visione e prova statica da parte dei clienti delle varie soluzioni disponibili.

Il centro usati e noleggio non si pone come unità di vendita "fine a se stessa", ma contempla anche una attenta ed approfondita attività di marketing e promozionale dall'head quarter Olmedo: miglior aggiornamento sul web, social e sui motori di vendita abitualmente utilizzati per promuovere questa tipologia di prodotto; rafforzata anche la promozione delle offerte settimanali di Olmedo, volta alla creazione di una comunity costantemente aggiornata con le novità in arrivo e le proposte "imperdibili" del giorno. Un mare di novità insomma che interesserà ancora una volta le attività Olmedo rivolte alla platea degli USER CHOSER.

Questo importante step aziendale, ritenuto fino a 2 anni prima un sogno difficilmente realizzabile a causa delle tante attività già avviate nel mondo Olmedo e costantemente in evoluzione, rappresenta un grande traguardo raggiunto, volto a migliorare ulteriormente il servizio offerto ai Clienti Olmedo

 

1 NOVEMBRE 2015 - OLMEDO UDINE INSEDIA IL NUOVO FABBRICATO DI PROPRIETA' A REANA DEL ROJALE

Gli ottimi sviluppi successivi all'acquisizione del ramo d'azienda "Sora" dopo il fallimento della stessa società avvenuto nel 2012, hanno portato la Direzione Olmedo ad un ulteriore importante investimento interessante l'attività Friulana di abbassamento veicoli con pianale ribassato, acquisendo un immobile di proprietà a lato di quello utilizzato nei primi 3 anni di attività post acqusizione.

Si tratta di un immobile nuovo, di 1200 mq coperti, completamente in classe A con sistemi di recupero del calore ed ottimizzazione dell'energia mediante sistema fotovoltaico, con annessa area cortiliva video sorvegliata dedicata allo stoccaggio dei veicoli ultimati e da ultimare movimentati con propria logistica (bisarche Olmedo). L'investimento ha interessato anche l'acquisizione di una vasta area cortiliva fronte fabbricato (circa 8000 mq), attualmente inusata ma pronta per la costruzione di uno stock logistico dedicato a volumi di trasformazione più grandi, e nell'imminente ottica di inserimeto del compound ambulanze e veicoli per il trasporto disabili di uso "collettivo" nella sede di Reana.

Il nuovo fabbricato è oggi operativo con 5 postazioni di trasformazione ed in grado di produrre a regime di saturazione e con stazioni di lavoro "a turnazione", oltre 250 veuicoli ribassati all'anno, tra gli oltre 11 modelli in gamma oggi trasformabili.

DICEMBRE 2015 - "NEVER FORGET": LA PRIMA STORICA CONVENTION DEL GRUPPO OLMEDO

Importanti elementi storici, riferimenti affettivi, ricordi di un passato non così lontano, hanno caratterizzato questa importante convention che, di fatto, rappresenta la prima del gruppo. Un elevato valore assume questa presentazione così "fuori dagli schemi", nell'anno di importanti crescite, cambiamenti, prospettive e, soprattutto, in conomitanza con la fusione societaria per incorporazione di Ambitalia in Olmedo che ha distinto gli ultimi mesi del 2015.

Never Forget (questo il titolo della Convention Olmedo 2015) si riferisce alla storica canzone scritta da Gary Barlow (cantante dei Take That) nel 1995 all'apice della carriera della boy band Inglese, in cui riferimenti al successo ma anche all'umiltà necessaria alla crescita, hanno rappresentato i punti focali espressi alla platea da parte del Vice Presidente del Gruppo, Luca Quintavalli. Una convention ricca di emozioni, che ha ripercorso gli anni dalla fondazione ed espresso gli step di riunione di "vecchi" soci e amici che oggi rappresentano la Direzione di Olmedo S.p.A.

Inequivocabile anche qui la correlazione alla re-union del Take That avvenuta dopo oltre 10 anni di inattività, che ha caratterizzato nel frattempo l'ascesa di 2 "solisti" diventi celebri sulla scena musicale mondiale: Robbie Williams e Gary Barlow. Questa ri-unione dopo esperienze personali e carriere soliste, ha riposto il valore storico di questa boy band che, per noi, è Olmedo.

Importante menzionare la presenza oltre che dei dipendenti di tutte le sedi e delle società partecipate, di personalità del mondo dello sport e del Sindaco di Bibbiano, Dott. Andrea Carletti. Alcune slide della presentazione, ricche di valore emotivo e particolarmente incisive, sono state inviate alle direzioni di importanti testate giornalistiche ed adottate come riferimento motivazionale per aziende in difficoltà. 

1 GENNAIO 2016 - OLMEDO SPA FONDE PER INCORPORAZIONE AMBITALIA SPA: COME CONSOLIDARE IL FUTURO

Il 2015 passerà alla storia come "l'anno della fusione", in cui olmedo S.p.A., dopo un processo di accreditamento avvallato, ingloba la consociata Ambitalia S.p.A. nata nel Giugno 2012 prima dalla grande capacità tecnica, imprenditoriale e finanziaria di 3 player di altissimo livello uniti per dare il via a questo ambizioso progetto: Olmedo S.p.A., GHG Holding S.p.A. e Giovanni Tarabelloni.


Ambitalia, già leader nazionale per la produzione di ambulanze nel mercato nazionale, diventa quindi un marchio aziendale, mantenendo inalterata la forte identità caratterizzante realizzazioni di altissimo livello tecnologico e con style iconico e rafforzando ulteriormente la struttura aziendale pronta a nuove sfide nell’ambito della sanità e del trasporto collettivo.

Giuseppe Quintavalli, Presidente e socio fondatore di Olmedo S.p.A., ha intrapreso l’attività di trasformazione di ambulanze e veicoli per la sanità ben prima della nascita della società Olmedo avvenuta nel 2004, a stretto contatto con chi oggi rappresenta la direzione di Ambitalia: Giovanni Tarabelloni.

Anni di crescita e di valori condivisi hanno successivamente forgiato queste due persone che a seguire intrapresero strade e percorsi diversi. Quello che poi hanno riunito Giuseppe e Giovanni proseguendo un cammino iniziato insieme tanti anni prima, è scritto nei loro più profondi sentimenti; quei sentimenti di stima, amicizia, rispetto e riconoscenza che, pur trascorrendo gli anni, non si sono infranti in personali scelte di vita.

 

Anche per questo Ambitalia, dall’atto della costituzione, ha posto la prerogativa di ri-iniziare un cammino tra persone prima che tra aziende, ponendo gli obiettivi societari come target d'impresa e personali. Questo ha fatto sì, con l’orgoglio personale ed imprenditoriale della Direzione di entrambe le aziende, di discutere un importante ed ulteriore step per forgiare definitivamente il rapporto tra le due famiglie e imprese: la fusione societaria.

Olmedo S.p.A., brand leader del settore trasporto persone ed AmbitaliaS.p.A., prima azienda nazionale nell’ambito di veicoli sanitari, hanno deliberato in data 6 Ottobre la fusione per incorporazione di Ambitalia in Olmedo, rimanendo così in maniera fortemente identificabile come un marchio del gruppo legato espressamente al settore sanitario.

 

In tal modo Giovanni Tarabelloni entra nella compagine societaria di Olmedo in precedenza di esclusiva proprietà della famiglia Quintavalli.

Le motivazioni della fusione, oltre che etiche, sono anche economiche ed impattanti in maniera dirompente nelle normali attività aziendali, portando ad un bilancio consolidato di almeno 24 milioni di euro per il 2015:

 

·         realizzare un’azienda integrata in cui capacità gestionali, professionalità tecniche, forza e solidità societaria, consentano di rispondere alle nuove sfide di mercato, grazie al raggiungimento di una adeguata dimensione aziendale;

·         aumentare le dimensioni aziendali per poter dare corso ad un piano strategico di acquisizioni ed espansione che permetterà di avere un maggiore potere sui clienti più importanti (azienda leader con prodotti leader), sui fornitori ed avere una maggior forza finanziaria con conseguenti maggiori possibilità di investimenti sul prodotto, migliorare l’accesso al credito ed avere un grande impatto su enti appaltanti e pubblici;

·         realizzare importanti economie e risparmi nella gestione aziendale attraverso la razionalizzazione dei costi e l’integrazione tecnico/organizzativa;

·         creare un’unica realtà aziendale nell’ambito del comparto dei veicoli per disabili e per la sanità in modo da dare un chiaro segnale al mercato circa l’evoluzione dell’integrazione, permettendo alla nuova realtà di giocare un ruolo importante in ambito nazionale ed internazionale.

 

Proseguendo il cammino intrapreso da qualche anno, Olmedo infatti ha voluto ottimizzare i processi, snellire l’operatività, ottimizzare i flussi, posizionando Ambitalia all’interno del contesto esistente in un complesso di globalità e “world wide view”; le aziende con lunghe visioni di sviluppo non possono fermarsi alla pura ambizione territoriale o temporale: devono guardare al futuro con fermezza e costante positività.

 

APRILE 2016: PAPA FRANCESCO IN VISITA PASTORALE A LESVO (GRECIA) CON UN DUCATO OLMEDO

Il Papa oggi 16 Aprile sarà nella Lampedusa greca, a Lesbo, dove “saluterà individualmente” (così recita il programma ufficiale del viaggio di mezza giornata) circa 250 richiedenti asilo.

Quindi firmerà una dichiarazione congiunta con il Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli e l’arcivescovo di tutta la Grecia, Ieronymos e ripartirà alla volta di Ciampino. In Vaticano intanto si dibatte sul senso della visita nel cuore dell’Egeo. Il presidente della Fondazione Migrantes, monsignor Gianfranco Perego, non ha dubbi: Francesco ci va per assestare un colpo all’Europa insensibile che chiude gli occhi dinanzi al dramma dei migranti in fuga dalle guerre e dalle violenze.

“Nel momento in cui crescono i muri, c’è una chiusura, c’è l’esternalizzazione verso la Turchia della protezione internazionale da parte dell’Europa, il viaggio diventa una critica forte a questa politica perché ritrovi la solidarietà e l’attenzione a un diritto fondamentale su cui si poggia la democrazia”, spiega.

Il veicolo utilizzato per il transfert del Santo padre, attrezzato secondo standard definiti con ingenieria Vaticana e delibere qualità FCA, è un Ducato Combi passo 4035L H2 con motore 150CV EURO 6, con interni dotati di poltrone in pelle bianca picottanti in seconda fila e disposzione "pastorale" per uso conferenza.

Il veicolo, in possesso della collezione privata della società, è ancora custodito nell'area delle auto "simbolo" della Olmedo.

 

15 APRILE 2016 - OLMEDO SPA ACQUISICE IL 100% DI ARICAR SPA E DELLE PARTECIPATE CARALIS E BBH

A distanza di poche settimane dalla fusione per incorporazione della controllata Ambitalia, l’azienda Olmedo rafforza la business unit dei veicoli sanitari, siglando l’accordo per l’acquisizione del gruppo Aricar e diventando di fatto leader nazionale nella progettazione e allestimento di ambulanze e raggiungendo un fatturato consolidato di 50 milioni di euro.

“Abbiamo valutato attentamente ogni possibile scenario _ esprime Luca Quintavalli vice presidente di Olmedo S.p.A. _ ponendo l’acquisizione come l’unica strada per garantire continuità al brand, tranquillità al mercato e l’occupazione alle oltre 40 famiglie operanti in azienda.

Con l’acquisizione di Aricar e Caralis (consociata di Aricar in Sardegna), il gruppo Olmedo forte delle controllate Matrix Media, GC Consulting, Zmode e dei brand aziendali Daily Mobility, Sora Abbassamenti e della tappezzeria Fashion Car, si pone come il primo gruppo italiano nel comparto “healtcare vehicles” mirando a consolidare in breve tempo la grande potenzialità oggi inespressa in certe aree del mercato nazionale ed all’estero.

L’unione delle due realtà, compresi uffici tecnici e linee di assemblaggio, ottimizzerà i flussi aziendali, gli approvvigionamenti, la logistica di ricezione e spedizione veicoli ed offrirà alla clientela un impareggiabile plus commerciale: poter visionare tutti i prodotti nella stessa location produttiva.

Inutile esprimere anche l'immenso valore etico nascosto dietro questa acquisizione che vede, esattamente 65 anni dopo la data di fondazione della carrozzeria in quel lontana 15 Aprile 1951, la ri-unione di quanto iniziato dal fondatore, Olmedo Quintavalli.

 

10 NOVEMBRE 2016 - OLMEDO DIVENTA MAIN GLOBAL PARTNER DI AC REGGIANA 1919

Venerdì 18 Novembre, si è tenuta la press conference di presentazione del progetto di partnership Olmedo / AC Reggiana 1919 che ha visto coinvolti, nella stupenda cornice della Mobility Room opportunamente “griffata” per l’occasione “granata”, la Direzione di Olmedo S.p.A. e di A.C. Reggiana 1919.


Un feeling del tutto casareccio per una partnership che sembrava scritta negli annali della nostra storia, incontrando valori aziendali e sportivi di altri tempi. Progetti che vedranno coinvolti alcuni protagonisti del tessuto sociale cittadino in ottica sinergica e del tutto nuova: vivere la Reggiana a Reggio Emilia non più solo allo stadio. Progetti importanti, condivisi a tavolino con la nuova Direzione di Reggiana, già divenuti una bella realtà; gli stessi che caratterizzeranno un percorso con Reggiana nei prossimi anni. La diretta streaming, seguita da diversi canali web, ha avuto uno spettatore d’eccezione che, dagli stati uniti, ha assistito a questi momenti emozionanti: il Presidente Mike Piazza. Simpatico teatrino di interazione con la platea, convivialità tra i protagonisti del progetto, ed un saluto in diretta per il Presidente in lingua “regginamente” inglese.
La vera emozione di olmedo - ha sottolineato Il Vice Presidente del Gruppo Luca Quintavalli accompagnato dall’ AD Giovanni Tarabelloni - è quella di aver ricevuto tra le tanti congratulazioni pervenute in questi giorni, un elogio ricorrente: GRAZIE. Questo da ancor maggiore evidenza del valore della nostra scelta”.

A questo proposito, l’Amministratore Delegato di A.C. Reggiana 1919 Maurizio Franzone, ha donato a Olmedo una maglia speciale dell’allenatore LEO COLUCCI con la stessa espressione: UN GRANDE GRAZIE. Questa la chiave di un inizio che porterà alla Reggiana, ad Olmedo e a Reggio Emilia città, tante sicure soddisfazioni sportive e non.

Un ringraziamento speciale al Sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, al presidente della Federazione Italiana Gioco Calcio di Reggio Emilia Emore Manfredi, alla Boxe Tricolore Olmedo pervenuta in grande spolvero con Erik “Dinamite Kid” Bondavalli ed il maestro nocnhè indimenticato campione reggiano di Boxe Massimo Bertozzi, a Dario Morello per la società dilettantistica A.S.D. Celtic Boys Pratina di Cavriago, al Dott. Umberto Murazio in rappresentanza del progetto Autonomy di FCA, al Dott. Giovanni Caterina per Til di Reggio Emilia, alla Dottoressa Rabitti Annalisa per Farmacie Riunite Reggiane-Progetto Reggio Emilia città senza barriere, al Dott. Alberto Peroni consulente ed advisor del gruppo, a Nicola Boni patron di Seven It e a Marco Martignoni di Matrix Media.

Un ringraziamento speciale ai tifosi, veri fautori del successo mediatico della società e riferimenti inossidabili della fede calcistica della Reggio sportiva

 

 

8 DICEMBRE 2016 - OLMEDO E AC REGGIANA INAUGURANO IL PRIMO OFFICIAL STORE DELLA STORIA GRANATA

Dalla condivisione ambiziosa di un progetto imprenditoriale volto a raccogliere consensi della città mediante un punto di aggregazione non solo per i tifosi ma anche di appassionati dello sport in genere, nasce il primo store ufficiale di AC REGGIANA 1919, in partnership con OLMEDO S.p.A.

Nella centralissima parte storica cittadina, adiacente al Duomo in Piazza Prampolini, la città di Reggio Emilia pregia turisti ed appassionati di sport con una realtà del tutto nuova gestita in partnership tra AC Reggiana 1919 S.p.A. ed Olmedo S.p.A.., successivamente all’accordo di sponsorizzazione tra l’azienda del Ghiardo e la società sportiva granata quale main global sponsor di maglia della prima squadra.

Un punto di aggregazione per gli sportivi e gli amanti della tradizione reggiana che, tra le mura dello store, possono riassaporare una storia fatta di soddisfazioni, vittorie e di alti valori sportivi; la scelta di condividere una realtà societria tutta nuova, così diversa per tipologia di business dalle rispettive società partecipanti, nasce dalla condivisione di idee tra il patron delle Reggiana Mike Piazza e la proprietà di Olmedo ed ha l'intento di trasmettere sani valori sportivi medainte un centro di aggregazione cittadino.

Da questa idea, nata a fine 2016, l' 8 Dicembre nasce lo Store ufficiale di AC REGGIANA, gestito in toto da Olmedo nel coordinamento del personale e del managment operativo e di cui la partecipazione societaria prevede un 40% dell'intero pacchetto azionario, per il resto detenuto da AC Reggiana 1919 S.p.A.

La presidenza del CDA del Regia Store, a dover di cronaca, è affidata a Luca Quintavalli, AD di Olmedo.

 

 

27 LUGLIO 2017: OLMEDO SPA acquisisce ed incorpora Pegaso Design TOSCANA

Con atto di acquisizione datato 27 Luglio 2017, Olmedo Spa sbarca in Toscana e lo fa con lo stile che ne ha contraddistinto la continua crescita degli ultimi anni. L’azienda di Ghiardo di Bibbiano ha portato a termine l’incorporazione della società Pegaso Design di Prato (FI), fondata nel 2002 dai soci Argentino e Borsacchi ed operante nell’ambito della produzione di ambulanze e veicoli per disabili sul territorio toscano.

L’operazione _ coordinata dallo studio PPI & Partners nelle figure degli advisor Alberto Peroni e Serena Giannuzzi _ mira a consolidare un presidio produttivo per le Ambulanze delle linee Safety, Life e QTX, in un area, la Toscana, considerata a livello nazionale strategica, poiché caratterizzato dalla presenza di oltre 700 misericordie dedite all’assistenza e all’emergenza; con il giusto prodotto oggi rispondente al mercato locale, Olmedo e la sua ambulance division esprimerà al meglio il potenziale produtttivo e commerciale del gruppo.

“Un progetto _ conferma Luca Quintavalli vice presidente della società _ che avvalora i piani di sviluppo volti al consolidamento capillare del gruppo e che mira all’introduzione dei nostri prodotti attraverso le eccellenze locali. Le nostre ambulanze_ prosegue Luca_  offrono standard di qualità che certamente alzeranno da oggi le aspettative degli utilizzatori Toscani”.

 

Lo start up operativo dell’azienda è fissato per il 1 Settembre, con l’apertura d’ordinabilità dei mezzi di soccorso su base Ducato, Volkswagen e Renault; a seguire, entro fine 2017, il portafoglio si completerà con l’introduzione alla vendita degli oltre 30 allestimenti dedicati al trasporto disabili anche privato.

 

“E’ per noi un’immensa soddisfazione _ sottolinea Giovanni Tarabelloni socio di Olmedo e responsabile della divisione ambulanze  _ aver chiuso positivamente quest’operazione e da oggi il focus sarà quello di assecondare al meglio le necessità di questo mercato con potenzialità altissime a livello nazionale”.

L’operazione, in numeri prospettici, garantirà a regime (entro 2022) un aumento del fatturato consolidato del gruppo di circa 5milioni di euro. 

 

1 GENNAIO 2018: OLMEDO SPA FONDE PER INCORPORAZIONE LA PARTECIPATA Z.MODE SRL

Si tratta della naturale evoluzione della società Z.mode S.r.l., ex Zanfi S.r.l.s., acquisita nel 2016 dopo una valutazione della capogruppo di entrare in maneira decisa nel mondo dell'off-road professionale con l'investimento mirato di acquisizione dell'azienda di settore con più lunga esperienza del mercato e know how ventennale specifico nell'ambito del fuoristrada professionale.

Dopo un lungo processo di razionalizzazione dei processi e standardizzazione dei flussi informativi, nel 2017 il grande lavoro di sviluppo per componentistica sul brand Jeep, sfocia positivamente con la "delibera di produzione" di componenti di primo impianto dedicato ad alcuni modelli sul mercato. Nel 2018, a Ginevra, la presentazione del primo Renegade con componenti progettati e prodotti da Z.mode su delibera FCA. Questo accreditamento, unito ad importanti investimenti anche immobiliari effettuati per garantire una autonomia operativa e logistica non integrata ai differenti processi della Divisione Special vehicles e della divisione Ambulanze, ha portato ad una crescita repentina del volume d'affari, portando naturalmente Z.mode a riconscersi con più forza e solidità se all'interno di Olmedo S.p.A..

Di qui la scelta della proprietà Olmedo di liquidare le quote dei soci Zaccaro, Bertani, Scotti, per incorporare la società, mantenendone inalterata la mission operativa ed il brand aziendale, nocnhè i sottobrand di prodotto per le linee Suzuky, Land Rover e Jeep.

Z.mode, che di fatto costituisce per il gruppo la "OFF-ROAD DIVISION", si unisce, arricchendo la proposta commerciale world wide di Olmedo, alle altre due grandi divisioni dedicate alla TRASFORMAZIONE DI VEICOLI: "AMBULANCE DIVISION" e "SPECIAL VEHICLES DIVISION".  

Per Olmedo questo "passo evolutivo", consuntivato a soli 2 anni dall'acquisizione di Z.mode S.r.l., rappresenta nell'ottica di gruppo, uno nevralgico stepevolutivo nell'ottiva "world wide".

GIUGNO 2018: OLMEDO INAUGURA IL PRIMO OLMEDO POINT IN FRIULI DOPO 6 ANNI DALL'ACQUISIZIONE DI SORA

L'olmedo Point di Udine, gestito direttamente da personale Olmedo, rappresenta un punto di eccellenza della rete vendita Olmedo, prevedendo al prorio interno un'ampia area espositiva (salone per demo statica di mezzi alletsiti), un area assistenza per i servizi di manutenzione ordinaria e straordinaria dei veicoli del gruppo ed un area hospitality per le attese in assitenza ed un area interna allo stabilimento per l'esposzione di ambulanze della divisione "ambulance division" del gruppo e di veiocli per trasporto collettivo allestiti.

Adiacente al punto vendita, sono presenti le linee di produzione dei veicoli con pianale ribassato ed uno stock logistico per il deposito dei mezzi da ultimare, ultimati e in lavorazione. L'olmedo point è posizionato a soli 3 km dall'uscita autostradale di Udine Nord, facilmente raggiungibile mediante la bretella che collega il casello a Reana del Rojale (4 minuti di distanza con percorrenza in auto).

La sede, di oltre 2000mq di aree produttive, contempla anche gli uffici commerciali e due sale per conferenze ed incontri aziendali, gestite dal team commerciale che giornalmente presidia la sede; Olmedo, con questo plant produttivo e di vendita, conferma che quanto fatto negli anni sotto forma di investimento anche immobiliare a Reana del Roiale, rappresenta oggi il vero patrimonio del progetto friulano dopo l'acquisizione di Sora nel 2012.

 

 

1 LUGLIO 2018: NASCE REGGIO AUDACE FOOTBALL CLUB PARTECIPATA DA OLMEDO SPA

La Reggio Audace Football Club S.r.l.[1] (meglio conosciuta come Reggio Audace o tradizionalmente e storicamente come Reggiana), è una societàcalcisticaitaliana con sede nella città di Reggio nell'Emilia, in Emilia-Romagna. Milita in Serie D, il quarto livello del campionato italiano di calcio.

Fondata nel 1919, è anche nota col soprannome di "Regia"; il suo colore sociale è il granata, e gioca le sue partite casalinghe al Mapei Stadium-Città del Tricolore. Promossa per la prima volta nella massima serie italiana (a gironi) nella stagione 1920-1921, conta in questa categoria 7 apparizioni, l'ultima delle quali nella stagione 1996-1997, annoverando come miglior piazzamento il 14º posto della stagione 1993-1994; a livello nazionale, nel suo palmarès vanta un campionato di Serie B e uno di Serie C a girone unico, nonché una Supercoppa di Serie C2.

 Organigramma societario

 

Staff dell'area amministrativa

 

Area direttiva

  • Luca Quintavalli - Presidente
  • Marco Arturo Romano - Vice-presidente
  • Mauro Carretti - Amministratore delegato
  • Tito Corsi - Responsabile Area Tecnica
  • Rocco Russo - Coordinatore generale
  • Andrea Montanari - Addetto stampa
  • Alberto Biagini - Responsabile settore giovanile
  • Michele Malpeli - Team manager
  • Nicola Simonelli - Segretario Generale
  • Andrea Russo - Responsabile Area Social Media

Area organizzativa

  • Marco Lancetti - Coordinatore tecnico
  • Matteo Ferri - Roberto Tarrachini Magazzinieri
  • Giuseppe Romeo - Segretario Sportivo
  • Gianluca Notari - Responsabile Attività di Base
  • Sergio Balia - Referente dirigenti accompagnatori